Fu vittima insieme ad altri sei militari dell'Arma nell'imboscata di Passo Rigano avvenuta a Palermo nel 1949. Per il settantesimo anniversario della morte, gli sarà intitolata la Caserma locale.

Quella
sera d'agosto, i militari sono in convoglio mandati come rinforzi a
Bellolampo. Sono una sessantina di Carabinieri e tra questi c'è
Giovan Battista Aloe. Perlustrano l'area ma non c'è nessuna traccia
del gruppo comandato dal cd re di Montelepre, solo qualche bossolo a
terra ma niente di più. Sulla strada del ritorno, però, li aspetta
la brutta sorte. C'è una grossa mina che viene azionata al passaggio
degli automezzi.
Sono le 21.30. L'ultimo camion, con 18 carabinieri a
bordo, salta in aria. Si contano subito sei carabinieri morti e una
decina di feriti gravi, uno dei quali morirà il giorno dopo
all'ospedale militare di Palermo. Si chiamavano: Pasquale Marcone
(Napoli), Armando Loddo (Reggio Calabria), Gabriele
Palandrani (Ascoli Piceno), Sergio Mancini (Roma), Antonio
Pubusa (Cagliari), Ilario Russo (Caserta) e, appunto,
Giovanni Battista Aloe.

I
funerali si svolsero nella Cattedrale del capoluogo siciliano ed in
seguito la salma di Aloe venne traslata a Lago dove riposa nella
cappella di famiglia.
La
memoria di quel sacrificio è sempre viva nella comunità. Nel 2009,
a distanza di 60 anni, la famiglia aveva inteso affiggere sulla
strada a lui intitolata una lapide. Anche l'Amministrazione comunale,
in passato, aveva apposto una lapide all’ingresso della Casa
Comunale, per ricordare “il sacrificio del carabiniere Giov.
Battista Aloe che il 19.8.1949 immolando in Palermo la sua giovane
vista volle che anche nella lotta contro il brigantaggio in nome di
Lago fosse tra i primi a rifulgere”.

Ora,
per il settantesimo anniversario di agosto 2019, Lago si prepara alla
commemorazione con l'intitolazione della locale stazione dell'Arma
alla memoria del giovanissimo carabiniere. La proposta è stata
avanzata nelle scorse settimane dall’Associazione Laghitani nel
Mondo, tramite il suo presidente Giuseppe Cino, all’Amministrazione
comunale guidata dal sindaco Enzo Scanga. E giorni fa, l'Assise Civica ha prontamente accolto e approvato la proposta.
Vedi anche: http://www.carabinieri.it/editoria/il-carabiniere/la-rivista/anno-2015/gennaio/accadde-a-bellolampo
Vedi anche: http://www.carabinieri.it/editoria/il-carabiniere/la-rivista/anno-2015/gennaio/accadde-a-bellolampo
RASSEGNA STAMPA
Annotazione personale
Nella giornata in cui ricorre il 205esimo anniversario della fondazione dell'Arma dei Carabinieri, oltre a ricordare il carabiniere Aloe, ci piace ricordare anche un nostro prozio, pure lui carabiniere, di Aiello Calabro, che nel corso del suo lavoro, una mattina di aprile del 1968, a Firenze, venne ferito durante un tentativo di rapina in banca. Zio Ernesto non fu il solo della famiglia Guzzo Foliaro a far parte dell'Arma: insieme a lui anche i fratelli Amedeo ed Eugenio.
Qui di seguito, il ritaglio de La Stampa del 30 aprile 1968, pag. 4 che parla di Ernesto Guzzo.
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