Paolo Palma è il nuovo presidente dell'Icsaic



È Paolo Palma, giornalista e storico dell’Italia contemporanea, il nuovo presidente dell’Icsaic, l’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea che ha sede all’Università della Calabria. Subentra a Pantaleone Sergi, giornalista, storico e scrittore che, dopo avere guidato l’Istituto per otto anni, per sua scelta ha deciso di non proporre la propria candidatura e ora assumerà la presidenza del Centro di Ricerca sulle Migrazioni. Lo ha deciso l’assemblea dei soci dell’Istituto che si è riunita per fare il punto sui progetti realizzati nel 2018 (in particolare quello sul centenario della Grande Guerra e sulla Brigata Catanzaro) e programmare il lavoro di ricerca nel prossimo hanno sulla base dei progetti elaborati dal direttore Vittorio Cappelli.

La #GrandeGuerra. Cartoline dal fronte, una mostra all'Archivio di Stato di Cosenza dal 29 novembre


A conclusione delle celebrazioni del centenario della I Guerra mondiale, l’Archivio di Stato di Cosenza ha voluto ricordare ancora una volta il terribile conflitto con una esposizione di cartoline dal fronte. Una narrazione diretta di sentimenti, lacrime e speranze racchiusi in poche e toccanti righe, scritte da soldati incerti del loro destino.
La mostra sarà visitabile dal 29 novembre 2018 al 5 gennaio 2019 in orario d’ufficio.

La Grande Guerra. On line il più grande archivio digitale di testi del conflitto mondiale

Il progetto finanziato dalla Presidenza Consiglio dei Ministri è stato realizzato dall’Università di Pisa in collaborazione con l’Istituto di Linguistica Computazionale CNR, l’Università di Siena e l’Accademia della Crusca.

E’ la parola pace piuttosto che vittoria a ricorrere di più nei diari e nelle lettere dei militari della Grande Guerra. E gli aggettivi che ricorrono maggiormente per descrivere i soldati sono povero, buono o stanco, mentre solo in secondo piano compaiono attributi come valoroso o prode. E’ dunque una retorica antieroica quella che si ritrova nelle parole dei soldati, tant’è che come grande assente c’è il verbo uccidere: i soldati muoiono, ma non uccidono.