
Intanto c'è
un caso Tortora e sarebbe bello, per riprendere uno stilema
manzoniano, che non ci fosse nessun caso giacché ricorriamo al
termine 'caso' solo quando sbattiamo contro l'ingiustizia più
palese, l'assurdo della storia e della vita.
Così il
caso Moro di cui parlava Sciascia. Moro e Tortora emblemi di vittime
dopo esser giunti al massimo del potere e del successo. Forse per
questo è accaduto. Per una nemesi sottile, inspiegabile,
impenetrabile della storia stessa. Carducci amava percorrere i
meandri delle strane corrispondenze della storia.
Certo che
poco prima che accadesse il caso Tortora nelle città italiane sui
muri era apparsa una curiosa scritta, strana e minacciosa insieme.
Tortora offende la morale. Strana perché era insieme una minaccia,
un avvertimento e nel sotto testo, nel linguaggio subliminale, ancora
più terribile e pauroso, una richiesta di consenso, una profezia di
qualcosa a venire, ma imminente. E Tortora innocente, come subito
apparve per l'enormità del fatto che non c'erano prove e poi si
scoprì che si trattava di omonimia, per l'ostinata perversione della
giustizia fondata su denunce di falsi pentiti, Tortora apparve in
manette, esposto al ludibrio, costretto a difendersi nei tribunali,
immolato non si sa a che totem, offerto a non si sa quale vendetta.
Ebbi allora,
quando il fatto divenne eclatante e poi alla sua morte, un senso di
impotenza poiché tutto quello che amai, ed è ancora Carducci, che
sognai era vano. Ma la letteratura aveva già detto tutto al
riguardo. Pinocchio finito in galera per un equivoco anche lui, sente
dal giudice che è stata proclamata un'amnistia e con cautela si
informa: - Per chi è l'aministia? Il giudice risponde: - Per i
colpevoli. E Pinocchio: - E gli innocenti? Risposta lapidaria ed
inflessibile del giudice: - Restano in carcere.
Tortora
abbracciò per la restante parte della sua vita la missione del
carcere ma probabilmente non trovò sufficiente il senso da dare
all'assurdo che non riusciva a penetrare.
Noi, il coro, abbiamo partecipato al dolore metafisico dell'assurdo, sentendoci impotenti ma sappiamo che non basta che il sugo della vicenda, per riprendere Manzoni anche lui esperto di assurdo della storia, deve essere ancora rinvenuto.
Noi, il coro, abbiamo partecipato al dolore metafisico dell'assurdo, sentendoci impotenti ma sappiamo che non basta che il sugo della vicenda, per riprendere Manzoni anche lui esperto di assurdo della storia, deve essere ancora rinvenuto.
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