COSENZA
- “Viaaaggiaaatoooriii”. Il capotreno, con lungo e ampio mantello
nero, per un attimo ti fa calare con l'immaginazione nel passato: a
quando quelle carrozze, quella locomotiva sbuffante erano utilizzate
quotidianamente per percorrere le strade ferrate che si inerpicano
per i paesini della Sila. Lui è #WilliamGatto, animatore del Parco
Tommaso Campanella di Cosenza, nei panni del cantastorie e del
capotreno, che ci racconta le storie di Consentia e dei Casali.



Sul
trenino che da Rogliano ci porta a Pedace siamo circa 120 o più. Una
giornata alternativa, quella trascorsa giorni fa, attirati, chi dalla
semplice curiosità, chi dalla passione di poter vedere e toccare da
vicino la vecchia locomotiva a vapore, la #FCL353, 800 cavalli di
potenza, costruita nel 1925 dalla August Borsig di Berlino, l'ultima
ad essere costruita in Germania. In stazione a Pedace, c'è anche un
fotografo tedesco venuto apposta per ritrarla in tutte le pose. È
stata la più potente locomotiva a scartamento ridotto, una delle due
ancora esistenti (l'altra è in collezione privata), a circolare sui
binari calabresi. Anche le tre carrozze – le Bcmr3100, della
Carminati & Toselli di Milano – sulle quali viaggiamo, sono
d'epoca. Risalgono ai primi del Novecento, restaurate di recente. La
giornata è bella, piena di sole. Il paesaggio che scorre dai
finestrini è quello della Presila.
Raggiunta
Rogliano con convoglio diesel, nella cittadina del Savuto ci attende
il #BrutiaExpress, il treno del vino e dei sapori silani. La #Fcl353 è in manovra. Nel frattempo, degustiamo il pane di Cuti, il
più buono d'Italia, con olio e accompagnato da un buon bicchiere di
vino. Per chi non ha mai visto una locomotiva a vapore, di quelle
viste nei film, che vanno a carbone, è un bell'effetto. I bambini,
ma anche gli adulti, fanno a gara per farsi le foto di rito. Ciuf
ciuff, sbuffi di vapore, e il classico fischio fendente annuncia
l'inizio del breve viaggio nel tempo. Pedace, dove siamo diretti, è
una piccola cittadina soprannominata la Toledo di Calabria per la
produzione di coltelli che una volta vi si producevano. Alla
stazione, mentre la locomotiva fa rifornimento di acqua, si preparano
panini silani con salsiccia, fagiolata, patate fritte. Non manca,
naturalmente, il vino. Un duo, con chitarra e fisarmonica, suona e
canta, qualcun altro balla. Ci piace l'atmosfera, ma alcune cose
andrebbero migliorate: i tempi morti, e l'aspetto delle degustazioni
dei prodotti tipici.
Interessante
la visita nel centro storico pedacese che raggiungiamo con navette
messe a disposizione dal comune. Facciamo tappa, guidati da Peppino
Curcio, storico del luogo, alla chiesa di S.S. Pietro e Paolo, e al
convento di San Francesco di Paola, costruito nel 1617. Il racconto
si sofferma, oltre alle peculiarità storiche ed artistiche del
passato, sulla storia dei briganti e sugli esili vissuti proprio a
Pedace da personaggi invisi al regime fascista come Pietro Ingrao.
Il
ritorno a Cosenza è al crepuscolo. Il treno torna a sbuffare e
fischiare. Contenti e soddisfatti per la bella giornata i macchinisti
delle Ferrovie della Calabria; e i giovani dell'associazione Ferrovie in Calabria, che hanno organizzato l'iniziativa turistica.
L'obiettivo
che l'associazione nata nel 2006 vuole raggiungere ora è poter
proporre, nel prossimo futuro, un viaggio nel tempo ancora più
suggestivo lungo i binari della Ferrovia Silana, che da Pedace porta,
attraverso Camigliatello, a San Giovanni in Fiore, capitale della
Sila. Ma uno smottamento, da tempo, in località Redipiano impedisce
il passaggio.
La
strada ferrata a scartamento ridotto è “una delle opere di
ingegneria ferroviaria più importante d’Italia”. Dalla valle
Crati, a poco più di 230 metri slm si sale a 1405 metri di Silvana
Mansio. Sarebbe davvero incantevole viaggiare tra i maestosi boschi
della "Silva Brutia", tra paesaggi imbiancati. Robe davvero
d'altri tempi.
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