Ambiente&Salute. Il Registro Tumori della Calabria, strumento fondamentale per monitorare l’incidenza delle malattie oncologiche e poter calibrare di conseguenza azioni sanitarie di prevenzione
Quando ce n'eravamo
occupati a dicembre 2013, il Registro tumori di Cosenza e Crotone
pareva sul punto di essere accreditato dall'Airtum (associazione che
coordina i Rt italiani e che svolge attività di raccordo
metodologico). Invece, si registrano ritardi sulla tabella di marcia,
probabilmente dovuti ai concomitanti impegni dell'equipe medica che
si dedica alle attività di registro e a quelle di screening
oncologico. Una dotazione di pochi addetti, tra medici e rilevatori,
che l'Asp dovrebbe potenziare per procedere con maggiore solerzia.
Altrimenti si rischia seriamente di vanificare l'impegno profuso da
parte degli operatori, ed il lavoro sinora realizzato.
Tra i progressi fatti dal
team del Registro che comprende le province di Cosenza e Crotone
(popolazione di riferimento 850 mila residenti), si possono
annoverare la raccolta dei dati delle tre annualità 2006-2008, e
l'acquisizione di un “datawarehouse”, una banca dati, a costo
zero, frutto della collaborazione tra Dipartimento informatico
dell’Unical ed Asp di Cosenza. Tuttavia, non è stata ancora
avanzata, segno che non tutto è pronto, la richiesta di
accreditamento all'Airtum. Un requisito fondamentale - così
prescrive il regolamento dell'associazione - che certifica la
conformita dei dati e delle procedure agli standard qualitativi
ritenuti necessari al fine di contribuire alla Banca Dati. Si
prevedono, dunque, tempi più lunghi. Tant'è che «il processo di
accreditamento – come ci ha detto Emanuele Crocetti, segretario
nazionale Airtum - richiede non solo che la registrazione sia
iniziata ma che sia in corso da tempo come processo consolidato». E
che prevede come ulteriori step, insieme all'invio contestuale della
casistica inerente i dati di incidenza, mortalità e popolazione
relativi ad almeno tre anni consecutivi, la valutazione della
Commissione, con eventuali richieste di chiarimenti, una “site-visit”
valutativa, e, quindi, la relazione finale che darà il via libera.
Il Registro Tumori della
Calabria era stato istituito con delibera di Giunta regionale del
marzo 2010. Il solo che sinora fa parte delle rete Airtum è quello
della provincia di Catanzaro (direttore Antonella Sutera Sardo),
attivo già dal 2003, istituito formalmente nel 2008, ed accreditato
dall’Airtum nel 2010 (le cui pubblicazioni dal febbraio 2013 sono
state accettate anche dall'IARC, l'International Agency for
Research on Cancer), al quale ora è aggregato anche il Rt di
Vibo. Quello di Cosenza e Crotone (dir. Anna Giorno) è istituito
formalmente invece dal 2008, mentre quello di Reggio Calabria (dir.
Filomena Zappia) è del febbraio 2013. Tutti i tre RT sono coordinati
dal Dipartimento regionale di Tutela della Salute.
Lo scorso anno, tra
dicembre 2013 e marzo 2014, della questione se n'era occupata, con
diverse sedute, la Terza Commissione del Consiglio regionale, sedute
nel corso delle quali erano stati auditi comitati civici e
associazioni ambientaliste di tutta la regione, che avevano chiesto
una velocizzazione dell'operatività dei registri e, prima ancora, la
realizzazione delle bonifica dei tanti, troppi, territori inquinati
di questa nostra martoriata Calabria. Un'attività istituzionale che
ha prodotto, poi, un ampio dossier inviato pure al Ministero della
salute. Al di là di queste buone intenzioni, però, ad un anno di
distanza, non si registrano novità di rilievo.
Eppure, è di tutta
evidenza che il Registro Tumori è uno strumento fondamentale per
monitorare l’incidenza delle malattie oncologiche, la loro
diffusione territoriale, e le fasce di popolazione coinvolta.
Necessario ed utile per risalire scientificamente alle cause di
insorgenza dei tumori, per la valutazione dei trattamenti più
efficaci, e per poter calibrare di conseguenza azioni sanitarie di
prevenzione. Il diritto alla salute è una priorità ineludibile.
Come priorità ineludibili – e gli amministratori regionali non
potranno sottrarsi al compito di reperire le risorse necessarie -
sono le bonifiche ambientali da fare, che abbisognano di parecchi
milioni di euro. Solo per quella della valle Oliva vicino Amantea
(Cs), tanto per fare un esempio, servono circa 21 milioni di euro.
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La pagina del Quotidiano del Sud di giovedì 27 novembre 2014. |
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Il Registro tumori della Calabria. Lo stato dell'arte (Post del dicembre 2013)
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