LIBRI. Due poeti, Michelangelo Buonarroti e Galeazzo di Tarsia, ed il comune amore per Vittoria Colonna
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Il Quotidiano 9.02.2014, pag. 51 |
Il singolare
accostamento è proposto in un libro di Vincenzo Segreti, di recentissima
pubblicazione per i tipi The Writer di Milano.
«La scelta di
compararli – spiega Segreti, giornalista e scrittore di diversi volumi di
storia locale - è scaturita dalla sostanziale differenza umana ed artistica fra
due protagonisti del Rinascimento. Nel Buonarroti l’uomo onesto e burbero
dall’“umore mercuriale” s’identifica con l’artista ricco di adamantina
religiosità, neoplatonismo e intransigenza etica. Il Tarsia invece si palesa
come una sorta di dottor Jekyll-Mister Hyde “ante litteram” per
l’inconciliabilità delle sue liriche, dense di nobili sentimenti e umanità, con
i comportamenti dispotici del feudatario, che ne determinarono, l’esilio, il
carcere e l’assassinio. Anche lo stile della loro poetica diverge: asciutto,
aspro nell’uno; forma immaginifica e preromantica di un colto umanista
nell’altro». Per l’autore, i punti di contatto tra i due poeti si sostanziano
nell’amore per la poetessa Vittoria Colonna, la loro musa ispiratrice.
«Tuttavia – annota Segreti - quest’amore in Michelangelo è pervaso di ideale
platonico, mentre in Galeazzo è passione, densa di amarezza, per l’indifferenza
della donna, ma anche di rispetto».
Il libro, 160 pagine,
corredato da apparati bibliografici, iconografie d’epoca e illustrazioni, e da una postfazione in chiave critica
psicologica di Gaetano Marchese su vite e opere dei personaggi trattati, è suddiviso
in due parti, ognuna delle quali di sei capitoli. Nella prima, l’autore compie
un’analisi della poesia del Buonarroti, del grande Genio, in cui ne evidenzia «l’impronta
neoplatonica e dantesca»; nella seconda, arricchita anche da un quadro storico-culturale
del Cinquecento calabrese, c’è un approfondimento della biografia e della
poetica di Galeazzo di Tarsia. «Uno dei petrarchisti più originali per il
malinconico e drammatico senso della vita, per il linguaggio allusivo e denso
di intonate metafore». (bp)
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