Sulla questione tumori, da qualche tempo, anche
a seguito delle inchieste per inquinamento ambientale che riguardano un po’ diffusamente
tutto il territorio calabrese, c’è una crescente attenzione. Le comunità che
gravitano intorno alle aree di conclamato oppure sospetto inquinamento sono sempre
più allarmate per un aumento, percepito o reale, delle patologie oncologiche.
Dunque, se da una parte la ricerca per le cure
fa passi avanti, con buone prospettive di guarigione per molte malattie
neoplastiche, dall’altra, invece, gli studi epidemiologici per risalire
scientificamente alle cause di insorgenza dei tumori, langue, non va avanti,
nonostante le richieste delle popolazioni interessate.
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Il Quotidiano del 15.12.2013, pag. 8 |
Il prossimo a partire, se tutto fila liscio,
dovrebbe essere quello della provincia di Cosenza, del quale è in fase finale
la raccolta dati per il triennio 2006-2007-2008.
Intanto,
in
collaborazione con il Dipartimento informatico dell’Unical, è stato già realizzato
un Datawarehouse, una banca dati, a costo zero, frutto di un progetto di
ricerca in collaborazione con l’Asp di Cosenza, che prevedeva lo studio di
tecniche per l'acquisizione, correzione, integrazione ed analisi di dati da
sorgenti informative eterogenee.
Tuttavia, a parte questo apprezzabile passo, ancora
non risultano richieste formali di accreditamento all’Airtum da parte di nessun
altro registro calabrese.
«L’Associazione dei registri tumori italiani –
ci aveva di recente riferito Emanuele Crocetti, attuale segretario nazionale
Airtum - prevede un processo di accreditamento formale per nuovi registri che
desiderino far parte dell’associazione e contribuire alla banca dati
associativa. Questa procedura consiste in una valutazione quantitativa e
qualitativa dei dati, delle procedure utilizzate e delle competenze specifiche».
Il flusso di raccolta delle informazioni,
provenienti da sorgenti diverse (Rencam, archivi di anatomia patologica, schede
di dimissione ospedaliera, codici di esenzione 048, ricoveri ecc., oltre che
dalle migrazioni per cure verso altri ospedali italiani, specializzati o
all’avanguardia per determinate patologie), non è semplice, poiché i dati
devono essere omogenei, di qualità standard, e scientificamente validi. Purtroppo,
questioni legate alla privacy che andrebbe adeguata a tale strumento di
indagine, e un farraginoso sistema di collaborazione tra uffici e strutture
mediche della stessa Asp e delle altre regionali e nazionali, non consentono la
corretta e fluida acquisizione, e rallentano di parecchio la concreta
attuazione dei Rt. Utile per un migliore funzionamento del sistema
sanitario in generale – la legge istitutiva è del dicembre 2012, ma ancora non
realizzato - sarebbe il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), dove immagazzinare
tutte le informazioni relative ad ogni singolo paziente.
Un buon segnale, sperando che si traduca in
impegno concreto da parte delle istituzioni sanitarie calabresi, proviene dalla
Terza Commissione Sanità del Consiglio regionale che si sta occupando, anche
per le sollecitazioni della cittadinanza attiva, della problematica. Nei giorni
scorsi, sono stati auditi comitati civici e associazioni ambientaliste di tutta
la Calabria che hanno illustrato il dramma delle malattie oncologiche nelle
varie realtà territoriali, e manifestato la forte preoccupazione che l’eziologia
delle patologie neoplastiche sia in molti casi da ricollegare a contaminazioni
ambientali. Comitati e associazioni hanno chiesto di non perdere altro tempo
prezioso. Ma anche e soprattutto, alla politica hanno chiesto di farsi carico
delle bonifiche che la Calabria necessita.
Tra gli interventi dei consiglieri membri della
commissione presieduta da Salvatore Pacenza, da registrare quello di Giuseppe
Giordano, che ha proposto una istruttoria sulla base delle audizioni, da
sottoporre al Dipartimento Salute e anche al Consiglio regionale; e di Pietro
Crinò, il quale ha proposto che nel bilancio 2014 vengano impegnate le risorse
da destinare alla bonifica del territorio ed alla prevenzione.
Vedremo
se ci saranno sviluppi positivi. Sarà importante, però, che i Cittadini, le
associazioni, i comitati facciano opera di vigilanza e pressione senza sosta. Per
vedere finalmente avverato per tutti il diritto fondamentale alla salute, e ad
un ambiente salubre in cui vivere. (bp)Vedi anche:
http://brunopino.blogspot.it/2013/12/prima-di-tutto-la-salute-le-richieste.html
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