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La conversazione «Lo
sbarco anglo-americano nell’estate del 1943 nel Sud Italia. I drammatici eventi
della più grande battaglia della storia del Mediterraneo», organizzata in
collaborazione dall’Archivio di Stato di Cosenza, l’Istituto per gli studi storici
e l’Universitas Vivariensis che si terrà venerdì 25 maggio 2012 nel Convento di
San Francesco di Paola a Cosenza, vuole dare avvio alle celebrazioni che nel
2013 andranno a ricordare l'«Armistizio di Cassibile», sottoscritto in segreto
il 3 settembre 1943, nel corso della seconda guerra mondiale, con il quale il
Regno d'Italia cessa le ostilità contro le forze alleate anglo-americane.
L’armistizio è una vera e propria resa senza condizioni che entra in vigore l’8
settembre, alle ore 17.30 di Algeri (18.30 in Italia), al momento dell’annuncio
pubblico del generale Dwight Eisenhower, e, poco più di un'ora dopo, alle
19.42, viene confermato dal proclama del maresciallo Pietro Badoglio, trasmesso
dai microfoni dell'E.I.A.R.
L’incontro
dell’Archivio di Stato di Cosenza è anche l’occasione per approfondire temi
sempre attuali e ricchi di implicazioni per il Mezzogiorno d’Italia in
generale, e per una Calabria che sembra esclusa nella storiografia della lotta
di liberazione, nonostante il sacrificio ed il forte spirito di abnegazione di
quei giorni di cimenti e di eroismi, quando l’urlo lacerante delle sirene
annunciava il pericolo imminente di una guerra che era rimasta per lunghi anni
lontana, in Africa, in Grecia, in Russia. Tra il 3 e l’8 settembre 1943, la
Calabria diventa il principale teatro della seconda guerra mondiale e la
barriera difensiva del resto della Nazione, scivolando rapidamente verso un
destino preordinato al quale nessuno può sottrarsi.
«Dopo che alle 8 del
pomeriggio [dell’8 settembre] scrive padre Callisto Lopinot - arriva la lieta
notizia dell’armistizio si verifica nel campo [di concentramento di Ferramonti]
un grande giubilo e molti fuochi d’esultanza su tutte le montagne dei dintorni.
Si odono a lungo colpi di fucile, di mitragliatrici, e di bombe a mano, si
vedono soldati italiani fraternizzare e cantare a braccetto coi soldati
germanici, anche perché, in un primo momento, tutti credono che l’armistizio
riguarda anche la Germania. La gente si abbraccia per le strade, le campane
delle chiese, anche quelle delle campagne, suonano a distesa». Alla stessa ora
in cui Pietro Badoglio comunica la fine delle ostilità, sull’Aspromonte, nei
Piani di Mastrogianni, sullo spartiacque tra Ionio e Tirreno, si spengono gli
ultimi echi di una epica battaglia tra 100 paracadutisti della Nembo e 5 mila
soldati canadesi in due reggimenti, il Nuova Scozia, e l’Edmonton. La storia di
questa battaglia si trasforma in leggenda, tra felci, edere e cisti, su dirute
ed improvvisate trincee, un gruppo di giovani, per l’onore dell’Italia pone
fine, con coraggio ed abnegazione, all’ultimo dramma di una generazione
sfortunata. Qualche giorno più tardi, i 2.020 internati di Ferramonti sono
affrancati dalla prigionia, è il primo campo di concentramento ad essere
liberato durante la seconda guerra mondiale.
La conversazione «Lo
sbarco anglo-americano nell’estate del 1943 nel Sud Italia. I drammatici eventi
della più grande battaglia della storia del Mediterraneo» non è soltanto un
momento celebrativo ma vuole invece contribuire a plasmare tutte quelle
coscienze capaci di porsi quale imperativo morale la valorizzazione di persone
e risorse della nostra terra, della nostra identità, della nostra capacità di
confrontarci nel presente con altre realtà e con un futuro di progresso di cui
siamo tutti chiamati a rispondere.
Ai saluti
istituzionali di Anna Maria Letizia Fazio, direttore dell’Archivio di Stato ed
all’introduzione di Gioacchino Lena, presidente Istituto Studi Storici, seguiranno
gli interventi di Leonardo Salvaggio sulla Sicilia di quell’estate del 1943,
Biagio Gamba con i santini militari, Alfredo Salzano sul coinvolgimento di Cosenza
nelle operazioni belliche, di Stefano Vecchione sulla Calabria nella grande
storia dal 3-8 settembre 1943, coordina i lavori Demetrio Guzzardi, rettore
dell’Universitas Vivariensis.
Tra le manifestazioni
collaterali sono previsti: l’esibizione del coro alpino del CAI di Cosenza
diretto dal maestro Sorriso, le mostre “Documenti storici, foto e periodici
d’epoca, santini militari”, “La seconda guerra mondiale in Calabria nei giorni
dell’armistizio nelle pagine di Il Quotidiano della domenica” e la proiezione
di filmati d’epoca. Dalle mostre e dai filmati, in programma dal 25 al 31
maggio 2012 (apertura: 9,30-17,30; sabato 26: 9,30-13,30; domenica 27 chiuso)
emerge uno spaccato sull’universo iconografico di documentazione a scopo di
propaganda sopravvissuto alle vicende belliche, di fotogrammi per la stampa e
i cine-giornali, che mostrano, con grande forza emotiva, quei giorni di
settembre 1943 quando, proprio in Calabria, gli italiani scelgono la
democrazia, in un momento epocale della storia non solo politica, ma anche
culturale, economica e sociale della Nazione, che, tra mille difficoltà, si
avvia, con convinzione, sulla strada della libertà, della sovranità popolare
che nella Costituzione troverà la propria sublimazione.
Per questi motivi,
sono in fase di programmazione le iniziative che si andranno a realizzare tra
il 3 e l’8 settembre del prossimo anno, con l’obiettivo di creare occasioni di
discussione e quindi di riflessione tra le istituzioni e le associazioni della
cultura che si faranno carico di organizzare appositi incontri di studio non
partisan, ognuna con il suo stile, con le sue idee, libera di contribuire fattivamente
con proprie modalità ad una crescita non solo culturale e omogenea della
Nazione e dell’Europa.
Il resoconto dell'iniziativa
Il resoconto dell'iniziativa
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