“Il segreto professionale anche per i pubblicisti”. L’appello dell’Assostampa Sicilia per modificare la norma che prevede il segreto solo per i giornalisti professionisti

PALERMO – L’Assostampa Sicilia lancia un appello per modificare la norma del codice di procedura penale che prevede il segreto professionale solo per i giornalisti professionisti.
Il Consiglio regionale del sindacato ha approvato all’unanimità un documento che sarà inviato ai Presidenti del Senato e della Camera, al Segretario nazionale della Fnsi, e ai Presidenti nazionale e regionale dell’Ordine dei giornalisti, per un’iniziativa che punti a modificare l’articolo 200, comma 3, del Codice di procedura penale, nella parte che prevede la possibilità solo per i giornalisti professionisti, e non anche per i pubblicisti, il diritto a mantenere il segreto professionale.L’Assostampa siciliana intende così intervenire per far correggere una norma ormai anacronistica e discriminatoria, per la quale proprio negli scorsi giorni ad Enna la giornalista Giulia Martorana, pubblicista, è stata condannata a 20 giorni di carcere con l’accusa di favoreggiamento nei confronti di ignoti per non aver rivelato la fonte di una notizia pubblicata sulle colonne del quotidiano “La Sicilia”.

L’Assostampa Sicilia ritiene questa norma in contrasto con l’articolo 10 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, con la Carta dei doveri del giornalista e con le sentenze della Corte di Giustizia Europea, mentre anche l’articolo 2, terzo comma, della legge 3 febbraio 1963, n. 69, sull’ordinamento della professione giornalistica, genericamente dispone che «giornalisti ed editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse» senza distinguere tra «pubblicisti» e «professionisti».L’Assostampa Sicilia dà mandato, dunque, al segretario nazionale Fnsi e ai presidenti regionale e nazionale dell’Ordine dei Giornalisti di chiedere formalmente la modifica, perché incostituzionale, dell’articolo 200 comma 3 del codice di procedura penale, superato dall’evoluzione della professione e non conforme all’ordinamento internazionale.Nelle more si chiede comunque di sollecitare un chiarimento – possibilmente attraverso circolare ministeriale – da parte del ministero della Giustizia, affinché le interpretazioni giurisprudenziali della norma siano orientate al rispetto dei principi stabiliti dal diritto internazionale.Nella stessa seduta il Consiglio regionale ha inoltre approvato all’unanimità la delibera che stabilisce una nuova fase di commissariamento per la sezione provinciale di Agrigento, al fine di completare gli atti necessari per l’elezione dei nuovi organismi direttivi.La sezione di Agrigento era stata commissariata una prima volta lo scorso maggio a causa di gravi inadempienze amministrative del segretario uscente. Nel ruolo di commissario è stato confermato il componente di giunta Nuccio Carrara.

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