Combatti, compagno, combatti!


di Franco Pedatella
(La nostra gloriosa bandiera)
È uno dei testi più antichi, composto quando all’azione politica ed alla volontà di riscatto dei più deboli e diseredati, degli sfruttati, in qualunque dimensione geografica vivessero, accompagnavo, oltre che la mia lotta, anche, nei momenti di pausa della battaglia politica, il mio sentire e, quindi, i miei versi.
L’ho ritrovato, insieme a tanti altri che cercavo, perché ricordavo di averli composti, e ad altri di cui avevo perso completamente la memoria, mettendo a posto vecchie carte e vecchi fascicoli, per dare un po’ di ordine alla sistemazione dei miei libri e del materiale didattico e culturale utilizzato nel corso della mia lunga carriera scolastica.
Allora l’ardore giovanile di schierarci al fianco di quanti nel mondo si battevano per la libertà degli uomini e per l’autodeterminazione dei popoli infervorava noi giovani e ci spingeva all’impegno politico attivo per l’emancipazione dei popoli, per l’affrancamento dal colonialismo, per la liberazione da ogni tipo di schiavitù. Erano, ricordo, gli anni delle lotte contro la discriminazione dei negri e per la parità dei diritti tra bianchi e negri negli Stati Uniti d’America, delle lotte contro l’apartheid in Sud Africa ed in generale contro il neocolonialismo ed il capitalismo.
Combatti, compagno, combatti,
combatti all’ombra, fratello,
di nostra gloriosa bandiera!


E sappi, se già non lo sai:


è rossa perché dal mio sangue,
dal sangue dei nostri fratelli
è macchiata. Combatti, compagno!


Tienla alta, sempre più alta,
ché il sole vedralla al mattino
e rossi saranno i suoi raggi!


È simbol di quanti lavorano.


In alto sollevala al sole,
ché tutti la vedan, compagno
e seguan la scia del su’ andare!


Conservala e quando a te vecchio
assai peserà nelle mani
intatta a tuo figlio consegnala!


Vivrà nelle mani dei giovani.


E i nomi di quanti soffrirono,
a fuoco incisi sul drappo
durante le pene notturne,


diranno “vittoria” al mattino


e il sole per te spunterà.
Ricorda, ricorda, o compagno:
il popolo il sole è per te.


Franco Pedatella - Aiello Calabro, 1972

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