Storia. Morto Ferdinando Cordova

Fonte Ansa
CATANZARO, 11 LUG - E' morto lo storico calabrese Ferdinando Cordova. Fino al novembre 2010, professore ordinario di storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma La Sapienza, è deceduto nella sua casa di Grottaferrata, a causa di una malattia che in poche settimane lo ha stroncato.

Era nato nel 1938 a Reggio Calabria, dove tornava spesso per lunghi periodi di vacanza e di studio. Cordova è stato autore di numerosi saggi sulla storia e la cultura dell'Italia dall'Unità alla Repubblica. Nei suoi studi, autorevoli per quanto riguarda i contenuti e l'interpretazione degli avvenimenti storici  e rigorosi dal punto di vista metodologico, si è occupato inizialmente della crisi della democrazia nell'Italia liberale e della nascita del fascismo, dedicando a questi argomenti volumi, giudicati essenziali alla migliore comprensione del periodo.
Sviluppando il tema della responsabilità delle classi dirigenti nella formazione dello Stato postunitario, ha, quindi, analizzato la crisi di fine secolo, scrivendo, tra l'altro, "Alle radici del malpaese. Una storia italiana" (1994), volume riproposto recentemente da Manifestolibri. Nella stessa ottica si è occupato della massoneria e dei suoi rapporti con il potere politico, allargando quindi la sua indagine al campo della cultura in età liberale.
Una parte considerevole della sua opera di studioso, Cordova l'ha dedicata alla Calabria dopo l'Unità. A tale proposito vanno ricordati, in particolare, i volumi "Alle origini del PCI in Calabria" (1977); "Sottosviluppo e fascismo nel Mezzogiorno: le Calabrie" (1992); "Massoneria in Calabria. Personaggi e documenti. 1863-1950" (1998), "Il fascismo nel Mezzogiorno: le Calabrie" (2003), mentre con Pantaleone Sergi nel 2005 ha curato il volume "Regione di Confino. La Calabria (1927-1943)".
Cordova è stato anche presidente dell'Istituto Calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea (Icsaic) e dirigeva la rivista "Giornale di Storia contemporanea", pubblicata dall'editore Pellegrini.
La sua ultima apparizione pubblica, quando ancora non si era annunciato il male che l'ha stroncato, è stata il 17 marzo scorso nel Consiglio regionale della Calabria dove ha ricordato, con una applaudita "lectio magistralis", il 150 anniversario dell'Unità d'Italia.

RENDE (COSENZA), 10 LUG - "Con la dolorosa scomparsa di Ferdinando Cordova, la storiografia italiana ha perso uno dei suoi protagonisti migliori, il mondo accademico un docente appassionato, la cultura calabrese uno dei suoi riferimenti più prestigiosi degli ultimi decenni". Lo ha detto Pantaleone Sergi, presidente dell'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea (Icsaic), in passato presieduto dallo stesso Cordova. "La passione civile del professor Cordova - ha aggiunto Sergi - ha contagiato generazioni di studiosi che hanno trovato in lui non solo il rigoroso ricercatore ma anche l'uomo attento alle problematiche sociali. A nome mio e dell'Icsaic, sono vicino alla moglie e ai figli. La Calabria non potrà dimenticarlo".
Anche il professor Giuseppe Masi, direttore dell'Icsaic, si è detto addolorato per la scomparsa dell'amico studioso: "L'istituto, che ha avuto in Cordova un presidente prestigioso che lo ha portato alla ribalta nazionale, oggi è a lutto ed esprime il proprio cordoglio alla famiglia. La mia tristezza è inesprimibile. Con Nando Cordova ho condiviso momenti importanti della mia vita, frutto di un'amicizia sincera e da una comune passione per la ricerca".

1 commento:

  1. Mi addolora la scomparsa prematura del Prof. Cordova che ho conosciuto quale attento e appassionato studioso della calabresità, intesa come riscoperta di valori umani essenziali e affermazione di principi di solidarietà ,nella veste di fecondo saggista e collaboratore di riviste,tra cui ricordo Historica cui ha dato un significativo contributo.
    Gaetanina Sicari Ruffo

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