La Calabria nella Federazione della Stampa. Carlo Parisi per la terza volta nella Giunta Esecutiva. Con lui 4 consiglieri nazionali e tre probiviri

REGGIO CALABRIA – Una parabola crescente, quella del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, che, in poco più di otto anni, ha saputo triplicare gli iscritti, passando dai 519 del 2002 ai circa 1500 attuali, e mantenere una posizione ben salda nel panorama nazionale.
Per la terza volta consecutiva, infatti, Carlo Parisi, segretario del Sindacato regionale, è stato eletto nella Giunta esecutiva della Fnsi, confermando il ruolo di primo piano della Calabria all’interno della Federazione nazionale della Stampa. Con lui, nel nuovo assetto della Fnsi, delineato dal Congresso di Bergamo (gennaio 2011), che ha segnato la riconferma di Franco Siddi e Roberto Natale, rispettivamente nel ruolo di segretario generale e presidente, ci sono quattro consiglieri nazionali e tre probiviri. Si tratta di Andrea Musmeci e Pino Toscano (consiglieri professionali); Luigi Caminiti e don Pino Strangio (consiglieri collaboratori). Nelle fila dei probiviri della Fnsi, la Calabria ha, invece, eletto Pino Nano (effettivo) e Giuseppe Sarlo (supplente), tra i professionali, ed Amelia Romeo, tra i collaboratori.

Prosegue, dunque, a marcia ingranata la scalata dell’Assostampa calabrese, forte dell’impegno della componente sindacale “Stampa libera e indipendente” che pone una netta distinzione tra politica sindacale e politica in senso lato.
Un movimento trasversale, che supera le posizioni personali dei singoli, riunendo sotto la bandiera della qualità dell’informazione soggetti con differenti e variegate idee politiche.
“Questo – fa notare Carlo Parisi, promotore del cartello sindacale – nella convinzione che un’informazione davvero di qualità e, soprattutto, libera possa essere garantita soltanto da giornalisti con un’elevata professionalità e liberi da qualsiasi ricatto”.
Una battaglia che il Sindacato dei Giornalisti della Calabria si è posto come priorità, promuovendo lo sviluppo di una coscienza collettiva, tra i giornalisti, che imponga loro di non farsi sfruttare e umiliare, accettando retribuzioni di 4 centesimi a rigo o di 6 euro e 50 lordi a pezzo, derogando, in tal modo, ai principi etici e deontologici della categoria.
“Accettare collaborazioni da fame – sottolinea, ancora una volta, Carlo Parisi – significa, di fatto, pagare gli editori e diventare facile preda di chi vuole comprarti. Senza troppa fatica”.
Eppure, se il Sindacato dei Giornalisti ha saputo raggiungere risultati e posizioni, impensabili solo fino a pochi anni fa, significa che qualcosa è cambiato. Che la coscienza sindacale, cioè di tutela e difesa, dei giornalisti in Calabria è cresciuta. E continua a farlo, dando forza a chi la rappresenta.

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