La Regione Calabria “cerca” giornalisti. Nuovi avvisi, vecchi cliché. Scopelliti avrebbe fatto meglio a sceglierli anche questa volta

CATANZARO – Pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria gli avvisi pubblici per la selezione di 5 giornalisti professionisti con funzioni di “redattore ordinario”, 1 direttore responsabile della testata giornalistica “Calabria Web” e responsabile dell’Area Comunicazione con i Media e 7 esperti esterni di cui 1 redattore multimediale, 2 writer, 1 grafico, 2 account e 1 web designer. Gli avvisi, contenuti nel Burc n. 4 del 28 gennaio 2011 ed emanati con decreto n. 76 del 12 gennaio 2011, sono relativi ai Por Calabria Fesr 2007-2013.

Il contratto avrà la durata di 24 mesi, “rinnovabili” – recita l’avviso – “fino, al massimo, alla chiusura dei Programmi Operativi Fesr e Fse 2007-2013”, pertanto non rinnovabili in quanto siamo già nel 2011. La “remunerazione stimata lorda” è di 37mila euro per 180 giornate. La scadenza dell’avviso è fissata nel ventesimo giorno successivo alla data di pubblicazione sul Bur Calabria, che è del 28 gennaio 2011.
Tra i requisiti previsti per la selezione di 5 giornalisti professionisti con funzioni di “redattore ordinario” il diploma di laurea del vecchio ordinamento o specialistica del nuovo ordinamento con votazione 90/110, l’iscrizione nell’Elenco Professionisti dell’Ordine dei giornalisti e una “comprovata esperienza lavorativa maturata nel profilo professionale di candidatura, di durata non inferiore ad anni tre”. Stesso discorso per il “redattore multimediale” che, però, può essere anche un pubblicista.
Per il direttore di Calabria Web, stessi requisiti per l’iscrizione nell’Elenco Professionisti e la laurea, ma una palese contraddizione. Nell’articolo 2 “Condizioni e requisiti di ammissibilità”, al punto 2, sono infatti richiesti il requisito di “almeno 7 anni di esperienza nel settore dell’informazione, con almeno tre nel ruolo di direttore responsabile di una testata giornalistica”. Tant’è che nei “criteri di valutazione” vengono riconosciuti punteggi per chi ha maturato competenze su reti televisive, radiofoniche, “giornalistiche” (ma, in questo caso, benedetta ignoranza, il riferimento è sicuramente alla carta stampata) e “su web“. Nell’articolo 4, invece, relativo alla “domanda di partecipazione”, al paragrafo “j” si parla di “possesso di almeno 7 anni di esperienza professionale post lauream in materia di informazione e comunicazione e di cui, almeno 3 anni, nel ruolo di una testata giornalistica quotidiana a mezzo stampa”. Una bella contraddizione, tenuto conto che “Condizioni e requisiti di ammissibilità” sono certamente prioritari rispetto allo schema di compilazione della domanda e che “Calabria Web” è una testata online.
Il contratto, specifica l’avviso, è di collaborazione coordinata e continuativa o di consulenza professionale (ignorando che la direzione di una testata configura un rapporto di lavoro di tutt’altra natura) e prevede una remunerazione lorda di 76mila euro per 180 giornate di lavoro annue.
La commissione di valutazione sarà composta da: “un componente, con funzioni di presidente, designato dall’Autorità di gestione del Programma Operativo Regionale tra i dirigenti del Dipartimento a cui la stessa si riferisce; un componente designato dal dirigente generale del dipartimento direttamente interessato all’acquisizione del supporto di assistenza tecnica tra i dirigenti del medesimo dipartimento; dirigente o funzionario nominato dal Segretariato Generale”. Inoltre, “la Commissione è supportata da un funzionario regionale, con funzioni di segretario” e “potrà avvalersi del supporto di eventuali esperti, ove necessario e in base all’oggetto della prestazione richiesta, anche per accertare le conoscenze linguistiche dei partecipanti”.
Dunque, una “commissione di valutazione”, composta da burocrati della Regione, che magari potrà avere tutte le conoscenze dei massimi sistemi, ma non è assolutamente titolata e idonea a valutare i giornalisti. Sarebbe come affidare ad una commissione di giornalisti il compito di valutare un avvocato, un medico o un ingegnere.
Della questione ce ne eravamo già occupati il 30 agosto dello scorso anno, in occasione degli “avvisi di mobilità interna”, evidenziando che il contratto di lavoro non fa distinzione tra professionisti e pubblicisti e che l’iscrizione all’Albo dei giornalisti non tiene conto della laurea e che, anzi, l’art. 33 comma I del CCNL Enti Locali sancisce, addirittura, che “le iscrizioni ad Ordini professionali danno diritto all’inquadramento in fascia D”. Nello specifico, poi, è chiaramente scritto che “il CCNL prevede delle deroghe, quando offre la possibilità di partecipazione alle progressioni verticali del personale interno «anche prescindendo dai titoli di studio ordinariamente previsti per l’accesso dall’esterno…».
Al cospetto di questi avvisi, la domanda sorge spontanea: per fare i giornalisti alla Regione Calabria è necessario essere giornalisti professionisti e laureati? Il presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti, spieghi allora perché ha assunto, “per chiamata diretta”, tra i suoi sette giornalisti e fotoreporter dell’Ufficio Stampa, anche pubblicisti e non laureati.
Non sarebbe stato meglio assumere “per chiamata diretta” anche questi altri giornalisti, evitando di illudere le migliaia di disoccupati – tra l’altro, non è previsto che debbano esserlo – che pensano di avere un’opportunità di lavoro?
Concorsi e selezioni pubbliche, negli enti pubblici, pagati con il denaro pubblico, sono cose serie. O, almeno, lo dovrebbero essere.


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http://www.regione.calabria.it/calabriaeuropa/index.php?option=com_content&task=view&id=1505&Itemid=364

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