Sakineh libera: il più bel regalo di Natale

di Gaetanina Sicari Ruffo
Quando ormai nessuno se l'aspettava più è avvenuta la liberazione della donna iraniana di Tamiz condannata alla lapidazione e poi all'impiccagione. La campagna di pressioni forse è stata efficace, forse, perché niente è dato sapere. Le autorità del luogo, sottoponendo lei ed il figlio ad un nuovo processo, hanno capito ch'era innocente, forse hanno voluto, una volta tanto, smorzare i toni d'un processo politico che veniva a contrastare con i diritti umani, forse... è avvenuto un miracolo: l'hanno semplicemente perdonata. La soddisfazione è grande in tutti gli ambienti in cui la vita umana si rispetta e si auspicano moderati costumi.
Ora se tutti facessero così e se per il Natale 2010, anche se seguaci di varie confessioni, liberassero i condannati a morte o trasmutassero la loro pena! Un segnale di distensione mondiale sarebbe più di mille candele accese per festeggiare, più di mille stelle ardenti in cielo, sarebbe un auspicio di buona volontà per vivere civilmente e senza rancori o ritorsioni.


RETTIFICA (AGGIUNTA 11.12.2010)

Quella che sembrava una storia a lieto fine si è trasformata in una storia dai contorni poco chiari. O meglio, ciò che è chiaro è che l’Iran diAhmadinejad sta facendo di tutto per portare avanti i suoi ‘obiettivi nucleari’, anche a costo di servirsi di una donna condannata a morte. La notizia del rilascio di Sakineh, del figlio e dell’avvocato è stata tutta una messa in scena. In realtà la donna è stata portata nella sua casa di Tabrizsolamente per registrare un’intervista che è stata poi trasmessa dalla televisione di Stato iraniana Press TV: nel video appare vestita di nero con un velo beige in testa mentre ripercorre la presunta uccisione avvenuta nel dicembre 2005 con un attore che impersonava il marito. La donna racconta la sua relazione con un altro uomo, Isa Taheri, e confessa di aver somministrato al marito una sostanza per fargli perdere i sensi, prima di far intervenire Taheri, che lo avrebbe fulminato. Nel filmato si vedono Sakineh e Taheri che stringono un filo elettrico ai piedi e alla vita del marito, che muore solo al settimo tentativo: “Al settimo tentativo mio marito non si mosse più. Era morto” , dice la donna.
Il programma è stato trasmesso in una mezz’ora e  includeva interviste fatte al figlio Sajjad Qaderzadeh, e a Houtan Kian, l’avvocato arrestato dopo aver detto che la Ashtiani era stata torturata al fine di estorcerle una confessione.
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