Presentato A Reggio "O mia bella Madu'ndrina" dei giornalisti calabresi Antonino Monteleone e Felice Manti
Di Gaetanina Sicari Ruffo

È un viaggio interessante attraverso quella che viene definita "la zona grigia", formata da faccendieri, esponenti deviati dei servizi segreti, boss, intermediari e falsi servitori dello stato. Si scopre l'impensabile e cioè che i mezzi di cui si serve l'associazione malavitosa va dall'intimidazione, alla corruzione, alla cointeressenza, cioè al coinvolgimento in affari finanziari che, oltre a permettere di pulire il denaro sporco come nel passato, assicurano flussi consistenti di denaro a chi ne è compartecipe. La maggior parte di quelli contattati infatti non riescono a resistere e a declinare l'offerta. Non si tratta di favole metropolitane, messe su solo per fare scalpore, ma di documentazioni raccolte nei processi già celebrati o in via di espletamento, con relazioni di pentiti, corredati da nomi e da fatti autenticamente successi. I prefetti non hanno mai denunziato niente e neppure la Lega, radicata nel territorio, che fa così gran baccano per la questione morale, demonizzando spesso il comportamento degli extracomunitari. Come mai la questione viene ora alla luce e non prima? A questa legittima domanda si risponde che forse è stato fatto di tutto, con colpevole complicità, per non turbare il ritmo degli affari o per preservare la regione da ogni pecca, perché apparisse agli occhi dei cittadini italiani, incontaminata e perfetta. Se così è, c'è da costatare con amarezza che il Sud restituisce al Nord un po' di quella valanga di fango che s'è visto rovesciare addosso nel corso del passato. Ma è questa l'unità auspicata, a centocinquanta anni dalla formazione dello Stato italiano?
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