Ancora un appello per Sakineh

di Gaetanina Sicari Ruffo
S'è diffusa la notizia che la sentenza di morte per la donna musulmana, accusata di reato di concorso per la morte del marito, di cui ci eravamo già occupati, sarà eseguita domani.
È una vera barbarie! Dopo la campagna di stampa di tutto il mondo che aveva fatto sospendere la sentenza, sembra che ora, nel silenzio più assoluto, quando si sono calmati i mass-media, sarà  raggiunto lo scopo politico, solo mutando la modalità: impiccagione e non lapidazione, ma non certo la sostanza. Ecco come si raggira l'opinione pubblica e la si tiene in scacco. A confermare la crudeltà e l'ingiustizia di questa delittuosa azione si aggiunge il fatto che il figlio della donna è stato arrestato insieme al suo avvocato e torturato per non potere più chiedere aiuto in favore della madre Sarà tenuto dentro fintanto che non sarà fatta ingiustizia. Cosa c'è di più crudele di questo? Vittime zittite e massacrate pur di avere l'ultima parola per la revisione del processo.
E tutto questo accade quando i tempi richiedevano  una pacificazione degli animi.
Si vuole proprio un'esecranda condanna di morte. Il mondo civile non dimenticherà. 

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