Passa ai contenuti principali

Un'altra Calabria è possibile sull'esempio di Riace

di Gaetanina Sicari Ruffo
Riace, lo stesso paese della fascia ionica,vicino Locri, da dove provengono i Bronzi magnogreci,è in questi giorni oggetto di analisi da parte della stampa nazionale ed internazionale.
Cosa è successo di così importante da sorprendere? Pur essendo povero ed arroccato il paese, notoriamente lontano dai grandi traffici e dalle istituzioni, è un territorio calabrese semplicemente in controtendenza, quello da cui si potrebbe partire per un'alternativa valida per tutta la regione.
In breve ecco l'antefatto. Nel luglio del '98, il sindaco Domenico Lucano ha accolto nel suo comune 300 immigrati di varie etnie che vi erano sbarcati e li ha ospitati, donando loro le abitazioni abbandonate  ed ha pensato d'insegnare loro pure i mestieri tradizionali del luogo e farli partecipi a pieno titolo della cittadinanza. Insomma ha rivitalizzato un paese che sembrava destinato a sparire come tanti altri. Tutto il contrario di quello che è successo con gli immigrati di Rosarno. I risultati sono ora ben visibili e  positivi. A visitarlo oggi il comune ha tutta un'altra vita, ha cambiato fisionomia: si sono riaperte le scuole popolate nella maggioranza da bambini extracomunitari e così pure le botteghe artigiane, viene attuata la raccolta differenziata che per molti centri calabresi è ancora difficile, viene studiata l'apertura addirittura d'un villaggio rurale, Riace Village, per attuare l'ospitalità diffusa e il turismo sostenibile, si celebra il Riace Film Festival,  dedicato al cinema delle migrazioni.
Il regista Wim Wenders  ha girato in questa rinnovata realtà il corto Il volo che merita d'essere visto.
Merito del  sindaco del luogo, detto “Mimmo dei curdi”, che  è ora candidato al World Mayor Prize, il premio per il miglior sindaco del mondo, unico italiano tra 23 finalisti. Egli si schernisce e si dice modestamente contento del suo operato che è sulla linea di continuità della sua fede nell'umanità da sempre professata. Non vanta infatti nessuna filiazione e  protezione politica.
È stato eletto in una lista civica nel 2004 e poi riconfermato nel 2009, gli è bastato il consenso dei suoi conterranei.
Dice d'ispirarsi a Peppino Impastato e di condurre la lotta contro delinquenza e corruzione con i mezzi leciti della legalità. Ha creato un'associazione in onore di Don Puglisi dal nome significativo di Città Futura. Non sono naturalmente mancate le minacce per tentare di piegarlo al volere delle 'ndrine. Ma lui resiste e dice che non se ne andrà, ma continuerà a lavorare come ha sempre fatto per la trasparenza e l'uguaglianza sociale. Egli s'è posto inoltre nell'ottica dell'antica ospitalità concessa dai Greci agli stranieri e così facendo non solo ha compiuto una grande azione di solidarietà umana, ma ha dato lustro alla sua terra, rivendicando le sue straordinarie e vitali radici di civiltà. Speriamo che il suo esempio sia seguito, ma  bisogna sostenerlo nella sua coraggiosa opera e significargli la vicinanza della Calabria onesta ed operosa d'un tempo che ancora è viva.

Commenti