"Nove dimissioni e mezzo", l'ultimo libro della giornalista Adele Cambria, edito da Donzelli

di Gaetanina Sicari Ruffo  
Un gradito ritorno quello di A. Cambria nella città natale di Reggio Calabria per presentare il suo saggio a carattere autobiografico e discorrere con tanti amici venuti a salutarla.
Racconta Nuccio Barillà di Legambiente, che introduce il dibattito, le sue tante battaglie su numerosissimi giornali: Paese Sera, L'Espresso, Effe, Noi Donne, L'Unità in difesa della libertà individuale  e di tante altre cause importanti socialmente e storicamente in anni difficili di trasformazione. Lei sempre in frontiera a costruire e diffondere idee anticonformistiche che servissero a svecchiare il paese e ad avviarlo verso traguardi aperti ed ampi. L'ufficio che s'adatta alla sua immagine  è della guastafeste proprio per provocare risposte diverse dal consueto ed mantenere un dibattito vivace e progressista. La sua collocazione dunque non è stata mai definitivamente acquisita e durevole, tanto che  più volte sono state necessarie, come dal titolo del libro,  le sue “dimissioni” da altrettante autorevoli posizioni acquisite, perché le sue  scelte non furono mai di comodo, ma di assoluta autonomia  quasi sempre contrastata o mal sofferta.
Significativa la sua presenza in Calabria nei giorni in cui  la stampa ha ribadito compatta  il suo “no” al bavaglio   imposto dal decreto sulle intercettazioni. Ha a proposito  ancora una volta espresso il suo rifiuto ad ogni forma di soggezione e ricordato ai giovani, che intendono intraprendere la sua stessa professione, che la difesa del diritto della libertà d'informazione è sacrosanta, perché inerente la missione pubblica di testimonio della verità come dev'essere in un paese civile.

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