La Notte dell'Arte a Reggio Calabria

di Gaetanina Sicari Ruffo
L'arte è anche voglia di evasione e di sogno. Così ho accolto l'invito dei Beni Culturali ed ho visitato il nuovo itinerario museale apprestato nei locali della Regione Calabria dove stanno a farsi restaurare i bronzi di Riace. Che tenerezza! Sono all'ingresso sdraiati come malati ad attendere le cure salvifiche. Diciamo che stanno in sosta forzata, perché si vede che i loro muscoli scattanti sono fatti  per affrontare i nemici non certo ad attendere medici restauratori . L'accoglienza dei reperti del Museo nella nuova sede è apprezzabile. Seguendo l'itinerario ho visto i frontespizi dei templi di Locri ricostruiti con a lato l'immagine dei Dioscuri  protettori e poi  ho sostato a lungo, rapita dal mitico racconto delle Pìnakes, tavolette fittili, speciali ex-voto che venivano sospese davanti alle divinità, in primis Afrodite venerata nel Santuario della Mannella, per propiziare il rito matrimoniale. Rappresentano scene di toilette della sposa o dello sposo: bagno lustrale, acconciatura e vestizione, processione con la veste nuziale ripiegata e distesa, offerte alle divinità Persefone, Kore, consistenti in una palla o in un gallo o in piccoli altri animali domestici. C'è poi attraverso varie  immagini sequenziali tutto il rapimento di Kore (Proserpina) da parte di Hades che la fece condurre nell'Ade e ne divenne lo sposo. Di queste Pìnakes faceva parte il famoso Trono Ludovisi del 465-455 a.C., che raffigura  una figura femminile rivestita d'un ricco peplo, sempre proveniente da Locri, rinvenuto a Roma nei giardini Ludovisi e conservato al Museo nazionale Romano. Chiude l'itinerario, necessariamente abbreviato, data la circostanza della ristrutturazione del Museo della Magna Grecia che si protrarrà fino a marzo del 2011, un grande mosaico raffigurante un serpente, rinvenuto nella pavimentazione d'una sala da pranzo del complesso di Kaulonia. Era un drago che ornava la soglia, simbolo di potenza e di perspicacia. 

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