Il volume, patrocinato dal Comune di Aiello Calabro, appena stampato dalla Tipografia Di Giuseppe di Cosenza, è organizzato in due parti. La prima dedicata al lessico, in cui i termini compaiono in ordine alfabetico, corredati da esempi d’uso in dialetto, arricchiti con citazioni di poesie, proverbi, canzoni, ecc., con traduzione in italiano e spesso con la provenienza etimologica; l’altra, invece, raccoglie proverbi suddivisi per argomento (l’amicizia, amore, i parienti, gli animali, condizioni atmosferiche, il denaro, la morte, a luci rosse, la salute, la fortuna, il vino); e diversi modi di dire.
Grazie dunque al paziente e puntuale lavoro di scavo, di ricerca che gli Autori hanno portato avanti con passione e dedizione, pagina dopo pagina, gli appassionati del dialetto locale potranno riacquisire una parte significativa del patrimonio lessicale ed etnografico.
«Scorrendo le pagine del libro di Gaetano Coccimiglio e Pietro Pucci, entrambi cultori del dialetto locale – scrive il giornalista Bruno Pino nella prefazione - si potranno ritrovare, con piacevole sorpresa, parecchie parole che credevamo perdute per sempre, e molte altre invece che ancora fanno parte dell’attuale bagaglio dialettale paesano; o vecchi “ditteri” della cultura contadina, appartenenti a campi lessicali “sorpassati” dalla contemporaneità».
Il lavoro - che segue in ordine di tempo ad una analisi di taglio scientifico del dialetto aiellese consultabile sull’Atlante linguistico etnografico della Calabria (http://clt.unical.it/BachicolturaAielloCalabro.htm) curato dal Laboratorio di Fonetica dell’Unical – è tuttavia incompleto. «Ciò che emerge – scrive Eugenio Medaglia nell’introduzione - è solo la punta dell’iceberg. Molto purtroppo è andato definitivamente perso. Mancano le migliaia di parole legate al mondo dell’agricoltura e della campagna. Mancano le parole legate alle arti ed ai mestieri, i nomi degli utensili di lavoro, degli animali, delle cure mediche».
Secondo le intenzioni degli autori, proprio da questa prima edizione si dovrà partire per l’implementazione delle migliaia di parole del piccolo vocabolario, attraverso un progetto online di partecipazione e condivisione che sarà ospitato sul web.
Insomma, per i cultori del dialetto, e per tutti gli Aiellesi nel Mondo in particolare, quello di Coccimiglio e Pucci è un libro da non perdere. «Un libro-baule – annota ancora Pino -, dove cercare il senno perduto della nostra società smemorata, che ogni Aiellese dovrebbe tenere, non in soffitta, ma sempre a portata di mano. Per sé e per i propri figli».
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