Strage di Stazzema. Nelle sale il film di Spike Lee

Fonte: Il Quotidiano della Calabria del 30 settembre 2008, pag. 53
di Francesco Gallo

IL REGISTA di colore Spike Lee non ha nessuna intenzione di chiedere scusa ai partigiani, anche se il suo ultimo film Miracolo a Sant'Anna, nelle sale italiane distribuito da venerdì in 250 copie da 01, ha già suscitato la reazione dell’Anpi, che non è d’accordo con la verità storica portata sul grande schermo dal regista di “Fa la cosa giusta”.
«Se questo film crea discussione è solo una buona cosa – sottolinea Lee -. È vero, ci sono diverse interpretazioni di quella strage, ma una cosa è certa ed è quella che racconto e voglio raccontare: la 16ma divisione delle Ss il 12 agosto del 1944 uccise a Stazzema 560 civili». Comunque ha aggiunto Spike Lee: «sono davvero dispiaciuto di aver offeso i partigiani, ma non ho alcuna intenzione di chiedere scusa a nessuno. Anche i partigiani non erano amati da tutti, c'erano anche quelli che dopo aver fatto qualche azione scappavano sulle montagne, lasciando la popolazione civile a subirne le conseguenze».
E poi aggiunge: «è stato un po’ così anche per noi americani di colore per la difesa dei Diritti civili. Oggi tutti in Italia si dicono partigiani, ma allora (negli anni Quaranta) non era affatto così». Meglio comunque conclude il regista: «che si discuta di questo, che del Grande Fratello». Il film – che inizia a New York negli anni Ottanta per poi passare nell’Italia degli anni Quaranta – è tratto dal libro omonimo di James McBride, autore anche della sceneggiatura. E cerca, tra l’altro, di fare giustizia sulla partecipazione di soldati di colore nella seconda Guerra Mondiale, una cosa spesso trascurata dalla cinematografia del passato. In questo caso è di scena la storia parzialmente vera di quattro soldati neri americani della 92ma divisione “Buffalo Soldiers”che rimangono bloccati in un piccolo paese al di là delle linee nemiche, separati dal resto dell’esercito, dopo che uno di loro ha rischiato la vita per trarre in salvo un bambino italiano. Qui i soldati di colore nonostante le difficoltà della lingua riscoprono un’inedita solidarietà con la popolazione italiana, ma si ritrovano anche ad avere a che fare con i partigiani, sullo sfondo di quella strage di Stazzema provocata per rappresaglia proprio da un attacco partigiano a una pattuglia di SS.
Tra gli italiani nel cast del film, che ha tra i suoi produttori italiani Roberto Cicutto, Luigi Musini e Rai Cinema, anche Valentina Cervi e Pierfrancesco Favino nel ruolo di un partigiano (Peppi Grotta). Spiega proprio quest’ultimo a proposito delle polemiche suscitate dal film: «in questo nostro Paese non c'è stata ancora pacificazione, siamo divisi a metà anche nel voto proprio come ai tempi di Dante. La cosa bizzarra è che di questa storia si sa davvero poco e che il processo c'è stato solo dopo cinquanta anni. E poi – conclude Favino – forse non è neppure un caso che un film del genere lo abbia fatto un regista straniero».
Comunque Miracolo a Sant'Anna ci tiene a dire ancora Lee «è soprattutto un film di fede, di religione, di scoperta di Dio». Il fatto che dopo essere passato al Festival di Toronto, Variety lo abbia bocciato con una dura recensione non lo deprime più di tanto.
«Certo non mi lancio giù dall’Empire State Building per questo» confessa Spike Lee «sono un’artista abituato alle critiche». Una curiosità. Miracolo a Sant'Anna inizia con immagini di un film (Il giorno più lungo, 1962) con protagonista John Wayne nel ruolo di un generale di un esercito tanto eroico quanto privo di soldati di colore: «abbiamo messo quelle immagini – spiega il regista – perché raccontano bene la mitologia del soldato bianco americano. Esattamente l’opposto di quello che racconta il libro di James McBride».

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