Caso "Provincia Cosentina". Il Sindacato dei giornalisti calabresi chiede chiarezza sulla vicenda e sul destino dei lavoratori

Comunicato Stampa FNSI-SGC

COSENZA – Sempre più drammatica la situazione al quotidiano “La Provincia Cosentina”, da mercoledì scorso assente dalle edicole. L’ultima notizia sarebbe la revoca dell’esercizio provvisorio che il giudice fallimentare del Tribunale di Cosenza, Giuseppe Greco, aveva affidato alla curatrice Maria Luisa Campise, coadiuvata dai consulenti Pisani e Sposato. Ad avanzare, al presidente del Tribunale di Cosenza, Antonio Madeo, formale richiesta di nomina di un amministratore giudiziario, era stato l’amministratore unico della società editrice “Il Mezzogiorno srl”, Pietro D’Anello, portando i libri societari in Tribunale. Decisione, questa, motivata da D’Anello “al fine di evitare il probabile fallimento della società il Mezzogiorno srl come conseguenza dello stato di crisi finanziaria derivante dalla manifesta impossibilità dei soci alla ricapitalizzazione dell’impresa ed alla mancata volontà di cedere le quote di capitale sociale alle condizioni proposte dai vari soggetti che hanno sinora manifestato tale intenzione”. Nonostante tutto, sino a martedì scorso, giornalisti, grafici e personale amministrativo, con encomiabile senso di responsabilità, hanno garantito l’uscita del giornale nonostante la mancata corresponsione degli stipendi dal mese di maggio, fatto salvo un acconto sulla stessa mensilità liquidato a metà luglio. I giornalisti, infatti, hanno regolarmente continuato a lavorare pur proclamando lo stato di agitazione attraverso i fiduciari di Redazione, Iole Perito (Agc) e Mario Campanella (Il Mezzogiorno), assistiti dal Sindacato dei Giornalisti della Calabria, che ha seguito direttamente la vicenda con il segretario regionale Carlo Parisi. Drammatiche, quindi, le conseguenze per i lavoratori che, oltre ad accusare pesanti disagi economici, hanno dovuto fare i conti con la pressoché assoluta mancanza di informazioni certe e di interlocutori credibili. Un continuo balletto di notizie e di smentite che ha gettato nello sconforto, oltre al personale tecnico ed amministrativo, i quattro giornalisti contrattualizzati dalla società “Il Mezzogiorno srl” e gli undici della “Agc srl”, di cui è amministratore Francesco De Rose, ovvero la vera redazione del giornale. In questo contesto, è emerso anche un mancato versamento, dal gennaio scorso, dei contributi all’Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani e delle ritenute tributarie sugli emolumenti, che l’amministratore unico della “Mezzogiorno srl”, in una lettera alla redazione, ha giustificato con lo “stato di crisi di liquidità della società” che lo avrebbe spinto a “privilegiare il pagamento degli stipendi e quindi la continuità dell’azienda”. Il 17 Luglio scorso, il dimissionario D’Anello ha, quindi, comunicato ai giornalisti che da quella data non avrebbe “più effettuato alcun pagamento di emolumenti sino a quando non verrà completamente estinto il debito tributario, erariale e previdenziale”.
Alla luce della gravissima situazione in cui versa “La Provincia Cosentina”, il segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, chiede al presidente del Tribunale di Cosenza, Antonio Madeo, ed al prefetto Pietro Lisi, di incontrare i lavoratori per fare chiarezza su una situazione, per molti aspetti, dai contorni poco chiari, considerate le notizie, spesso fuorvianti, che li lasciano in uno stato di completo abbandono e soprattutto di incertezza sul loro futuro. Carlo Parisi auspicando, quindi, un immediato intervento delle autorità competenti, sottolinea la grave situazione in cui versano numerose redazioni calabresi, nelle quali i giornalisti vengono retribuiti, quando ciò avviene, con stipendi da fame. Il Sindacato dei Giornalisti della Calabria, schierato al fianco dei giornalisti de “La Provincia Cosentina”, si è già attivato per il riconoscimento dei diritti acquisiti dai giornalisti, la regolarizzazione delle loro posizioni e la corresponsione delle spettanze dovute. Assicurare alla Calabria una voce che, per quasi dieci anni, ha rappresentato un importante punto di riferimento nel pluralismo dell’informazione, infatti, è un obbligo che, però, non può e non deve derogare dal rispetto delle regole e, soprattutto, della dignità dei lavoratori.

Reggio Calabria, 4 Agosto 2008

1 commento:

  1. Maria Francesca Calvano5 agosto 2008 11:59

    Il Sindacato dei giornalisti dovrebbe avviare una verifica a tappeto sul trattamento economico riservato ai giornalisti che collaborano con le redazioni, qui in Calabria. Bisogna garantire livelli base di retribuzione, affinché non si verifichi, come avviene, che un articolo frutto del lavoro di ore venga pagato 50 centesimi e anche meno, secondo il criterio del rigaggio. Lo trovo veramente scandaloso, e mi auguro vivamente che il Sindacato si occupi in modo serio e definitivo della questione.

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