Sabato 7 giugno manifestazione dell’Ucsi e Premio del Sindacato dei Giornalisti della Calabria. Stampa cattolica a Paravati tra impegno e verità.

Comunicato Stampa

PARAVATI (VV) – Una giornata densa di significati, quella di sabato 7 giugno, per la sezione calabrese dell’Ucsi, l’Unione Cattolica Stampa Italiana, e il Sindacato dei Giornalisti della Calabria. A Paravati di Mileto, in una cornice di per sé evocativa come la sede della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, voluta dalla mistica Natuzza Evolo, troveranno, infatti, spazio la presentazione ufficiale e l’approvazione dello statuto dell’Ucsi Calabria e la prima edizione del Premio nazionale “Affabulatore d’oro”, ideato e promosso dal Sindacato dei Giornalisti della Calabria.
Sarà il segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, ad aprire i lavori alle 10.30 con la presentazione degli ospiti e del programma della manifestazione. Dopo i saluti dei sacerdoti della Fondazione, don Pasquale Barone e padre Michele Cordiano, porteranno il loro contributo il vescovo di Mileto, mons. Luigi Renzo, l’arcivescovo di Cosenza, mons. Salvatore Nunnari, e il consigliere nazionale dell’Ucsi, don Pippo Curatola.
La Sezione Calabria dell’Ucsi, ricostituita nel dicembre 2005 su iniziativa di Carlo Parisi e dell’arcivescovo Salvatore Nunnari (rispettivamente segretario e presidente dell’Assemblea), ad oggi vanta una fitta serie di iniziative mirate a rilanciare il ruolo della stampa cattolica e 90 iscritti tra cui ben sei vescovi giornalisti: Salvatore Nunnari (Diocesi di Cosenza-Bisignano), Vittorio Mondello (Reggio Calabria-Bova), Santo Marcianò (Rossano-Cariati), Luigi Renzo (Mileto), Giancarlo Bregantini e il suo successore Giuseppe Fiorini Morosini che proprio sabato prossimo si insedierà nella Diocesi di Locri-Gerace.
Nell’occasione sarà consegnata la tessera di socio onorario dell’Ucsi Calabria a Natuzza Evolo, alla quale andrà anche il Premio “Affabulatore d’oro”, quali tributi alle sue straordinarie doti di “comunicatrice di Verità”.
Un premio nuovo, diverso, ad iniziare dal nome: “Affabulatore d’oro”. Molti, forse, storceranno il naso pensando alle innumerevoli occasioni che hanno visto l’utilizzo di questa parola per connotare questo o quel personaggio dal profilo non proprio virtuoso. Nel linguaggio comune molto spesso è detto affabulatore colui (o colei) che sa incantare gli altri con la parola, magari farcendo il discorso con elementi rubati alla fantasia. Eppure la storia, prima tra tutte quella della nostra lingua, ci insegna che il verbo “affabulare” ha un significato tutt’altro che negativo. Affabulare altro non è, nella cultura latina a cui siamo indiscutibilmente debitori, che l’arte di saper raccontare. Ovvero esporre, in forma corretta e con la giusta modulazione, una “fabula”. Un racconto (il significato di favola, come narrazione fantastica, è secondario e postumo). Ecco, allora, l’Affabulatore d’oro che, nell’idea del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, vedrà il riconoscimento di due premi, distinti in altrettante sezioni. Da una parte quella giornalistica, a premiare un esponente della stampa nazionale (perché il giornalista è, o dovrebbe essere, un “affabulatore di verità”); dall’altra una sezione culturale, intesa nel senso più ampio e variegato del termine (in questo caso, sarà riconosciuta la mirabile qualità dell’affabulazione a chi, nella vita o nel lavoro, abbia dimostrato di saper comunicare agli altri e con gli altri).
Non a caso, in questa prima edizione del premio, targata 2008, il segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, consegnerà l’Affabulatore d’oro a Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, per la sezione dedicata alla stampa, e alla mistica di Paravati, Natuzza Evolo, per la sezione riservata ai grandi comunicatori.

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