FRANCIA, MORTO L'ULTIMO VETERANO DELLA GRANDE GUERRA

Fonte: ANSA.it
2008-03-12 18:06

E' morto a 110 anni Lazare Ponticelli, l'ultimo dei reduci francesi sopravvissuti a quel carnaio delle trincee della Grande Guerra. Lazare? In realtà Lazzaro, italiano - nato il 7 dicembre 1897, a Bettola, sull'Appennino piacentino, a nove anni e mezzo emigrato dall'altra parte delle Alpi - nome francesizzato nel 1939, quando venne naturalizzato.

La morte di Ponticelli è stata annunciata dal presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha ricordato "il ragazzo italiano giunto a Parigi per guadagnarsi la vita". Per Ponticelli è previsto un omaggio nazionale con una messa agli Invalides, alla presenza del capo dello Stato. Ma la data non è stata ancora fissata. Ponticelli aveva sempre rifiutato esequie nazionali alla sua morte. "Se sarò io l' ultimo, dico no. Sarebbe un affronto nei confronti di tutti quelli che sono morti senza alcuna considerazione", aveva detto Ponticelli, che voleva riposare un giorno nella tomba di famiglia a Kremlin-Bicetre, vicino a Parigi.

Il 24 gennaio scorso aveva dato invece il suo accordo ad un omaggio ufficiale, a condizione che fosse una cerimonia "senza eccessi e grandi sfilate, in nome di tutti quelli che sono morti, uomini e donne". Da quella guerra Lazare uscì praticamente indenne, con una ferita ad una guancia, ma con le idee chiare: "Si spara su dei padri di famiglia, la guerra è una cosa completamente idiota". Arrivato in Francia all' età di 9 anni, da solo, stabilitosi con la madre e i fratelli a Nogent-sur-Marne, vicino a Parigi, dove c'era una numerosa comunità italiana, Ponticelli venne spedito a 16 anni, nel 1914, sul fronte nord-est della prima Guerra mondiale a Soissons: in quel conflitto per difendere il suo nuovo paese "che mi aveva dato da mangiare", disse. Nel 1915, con l'entrata in guerra dell'Italia, venne richiamato come tutti gli italiani impegnati con l'esercito francese. Come alpino combatté contro gli austriaci. Ponticelli rientrò in Francia nel 1921. Con i fratelli diede vita ad un'impresa di manutenzione delle ciminiere che ha poi allargato le sue attività al settore della raffinazione del petrolio.

La società 'Ponticelli freres' esiste sempre e conta 2.000 dipendenti. Lazare e Lazzaro. A Ponticelli, decano dei Cavalieri di Vittorio Veneto, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva inviato il 6 dicembre scorso un telegramma per il suo compleanno. "La sua straordinaria storia personale, che l'ha portata a partecipare alle vicende della prima guerra mondiale indossando dapprima l'uniforme francese e poi quella dell' Italia, suo paese natale - aveva scritto Napolitano nel suo messaggio a Lazare Ponticelli - continua a offrire alle nuove generazioni un esempio di abnegazione, di alto senso del dovere, di dignità".

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