
La mostra bibliografica si compone di pannelli e gigantografie dell’Erbario sui quali sono riprodotti - oltre alle erbe essiccate, le virtù curative e i luoghi in cui esse crescono – anche degli acquerelli che rendono l'opera unica nel suo genere, con alcune scene campestri, galanti, e in particolare quelle di caccia o di inseguimenti di animali. Forse non un vero e proprio erbario con pretese scientifiche, ma certamente un importante documento iconografico sulla vita tra il Settecento e l'Ottocento.
L’autore, come dichiara egli stesso sul frontespizio dell’opera e come peraltro risulta dai registri comunali, era nato il 29 giugno 1772 a Lago (Cs), “Terra di Calabria Citra”, da Mario (o Carlo) e da Diana Scanga. Coscarelli, che fu Portabandiera del Reggimento Principessa Reale al servizio di S. M. Ferdinando IV Re di Napoli, in stanza a Capua, non era un vero e proprio addetto ai lavori, ma più semplicemente “un appassionato naturalista”, come lo definisce Mario Russo nella premessa del Catalogo a colori della mostra, pubblicato da Nicola Longobardi Editore di Castellammare di Stabia, con il contributo della Giunta Regionale della Campania - Settore Musei e Biblioteche. Secondo il curatore, il sottoufficiale borbonico aveva “tra i suoi molteplici interessi, anche quello di raccogliere ed essiccare erbe” e di “attingere, principalmente dalla cultura popolare tradizionale, informazioni sulle loro qualità medicinali”.
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