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Un concorso fotografico per mettere in mostra la Calabria

di Gaetanina Sicari Ruffo Mi sembra una bella idea quella proposta da Facebook di raccogliere in un album virtuale le più belle immagini della Calabria  e consegnarle ai visitatori on line. La nostra terra può avere problemi di natura economica ed organizzativa, ma non difetta di bellezze naturali e di angoli sconosciuti tutti da esplorare: chiese, castelli, palazzi storici, mostre interessanti, iniziative sui generis, in località suggestive a mare, in collina, in montagna. Per questo l'invito è rivolto a residenti e ai turisti perché contribuiscano a fare  meglio conoscere la regione. La nostra è stata definita la civiltà delle immagini : servono infatti a suscitare emozioni, pensieri e interventi positivi per sviluppo e rinascita. Dal primo al 31 agosto tutti possono inviare le immagini che più ritengono significative, all'indirizzo di posta elettronica: concorsoilovecalabria@gmail.com . Saranno pubblicate dal primo settembre sulla pagina ( www.faebook.com/ilovec

Raffaele Aloisio, il pittore di Aiello Calabro nato 220 anni fa

Per i 220 anni della nascita dell'artista Raffaele Aloisio , avvenuta il 29 maggio del 1800 , ripubblichiamo un nostro articolo di diversi anni fa, aggiornato e rimodulato in alcune parti. Buona lettura Raffaele Pasquale Antonio Aloisio è stato tra i pittori di maggior successo dell’Ottocento calabrese. Era nato ad Ajello, antico borgo collinare del cosentino, il 29 maggio 1800 . La data di nascita, che si riteneva fosse il primo di giugno, è stata corretta da Lorenzo Coscarella che nel corso delle sue ricerche - da cui attingiamo a piene mani - ha reperito l'atto di battesimo. Questo pittore di successo dimenticato (omonimo di un altro Raffaele, nato nel marzo 1811 e morto nel maggio 1892) ebbe i natali da mastro Benedetto e da Nicoletta Volpe. Venne battezzato, come si legge nel documento del parroco don Antonio Sicolo, il 31 maggio nella chiesa di S. Giuliano, dal sacerdote don Lucio Maruca, mentre il padrino fu Giuseppe Maruca. Sempre l'atto di battesimo ci informa che

L'arabo nel dialetto calabrese. Toponimi e parole di uso comune

Courtesy of Blog Lucera Riproponiamo un articolo - rivisto - già p ubblicato su Il Quotidiano della Calabria del 16 marzo 2004 che tratta di una ricerca sui toponimi arabi nel circondario di Amantea.  A seguire, lo studio  di Giuseppe Staccioli. Amantea - Nel IX secolo le armate arabe venute dalla Tunisia iniziarono la conquista della Sicilia e allo stesso tempo attaccarono in maniera più decisa il Tema di Calabria per saggiare la resistenza della “Grande Terra” (l’Italia). Amantea fu conquistata nell’839, un decennio dopo lo sbarco di Mazara (827), e per la sua importanza strategica, Cincimo vi creò un Emirato durato fino all’886, quando ci fu la liberazione da parte di Niceforo Foca che iniziò un’opera di bonifica e di grecizzazione di quanto ricordava il periodo arabo. Durante la seconda dominazione del 985, dato che il territorio servì solo da scalo fortificato e non vi fu ripristinato l’Emirato, l’obiettivo dell’arabizzazione divenne secondario. L’avvento dei Normanni

Santa Lucerna, una montagna di misteri e leggende

Monte S. Lucerna, tra misteri e leggende - Pubblicato su Il Domenicale de Il Quotidiano della Calabria 10 luglio 2011, pp. 18 e 19. di Bruno Pino Le montagne calabresi nascondono ancora dei segreti? Certamente sì. Alcune, poi, sono state ispiratrici nel passato di leggende che ancora oggi vengono raccontate. È il caso, per esempio, di monte Santa Lucerna, in territorio di Grimaldi (Cs). Che, forse (gli addetti ai lavori però non si sbilanciano più di tanto), potrebbe, ed il condizionale è davvero d’obbligo, ospitare uno sconosciuto sito archeologico.  Monte Santa Lucerna domina le vallate circostanti dai suoi 1.256 s.l.m in provincia di Cosenza, compreso nei territori dei comuni di Lago e Grimaldi. L’origine è ancora sconosciuta, e presenta una conformazione rocciosa complessa. Il clima è di tipo appenninico, quasi alpino. Così è descritto su Wikipedia. Intorno a questa montagna aleggiano pure vecchie storie. Sono delle leggende di origine longobarda che parlano – come ci inf

Nietzsche e Pasolini

di Carmelina Sicari Cosa può legare il filosofo dell'oltreuomo a Pasolini? Sorprende sapere dalla mostra degli oggetti ultimi in possesso di Pasolini, la notte della sua morte, che stava leggendo di Nietzsche “L'avvenire delle nostre scuole”. Paradossalmente penso che lo legasse la ricerca della gioia, della felicità e della verità. Una triade improbabile ma che spiega l'altro legame che trovo fra i due, la profezia e la ricerca di una rigenerazione. Nietzsche a Torino, dove il grande filosofo visse nel 1888 e dove compose “Ecce homo” visse la gran follia. Ce lo ricorda nel suo nuovo saggio Maurizio Ferraris, studioso della filosofia dell'oltreuomo. Certo è probabile ed è uno degli interrogativi che sorgono alla lettura del testo, che la follia sia sorta dal contrasto tra Ecce homo, la condizione degradata dall'ultimo uomo e l'oltreuomo appunto. È così lontana la prima dalla profetica visione dello splendente nuovo uomo che si rischia appunto la follia. È

L'eterna follia ne l'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

di Carmelina Sicari Cinquecento anni dall'apparizione del Furioso (prima edizione 22 aprile 1516), il poema non solo della modernità ma della condizione globale dell'uomo apparso prodigiosamente nel cuore dell'umanesimo a proclamare la fallacia della speranza umana. Speranza di che? Di immortalità, di centralità, di grandezza. Ecco l'eroe che aveva percorso la poesia cavalleresca, le canzoni di gesta, l'intera Europa, con il suo coraggio, con il valore, eccolo divenuto pazzo. Era l'eroe centrale, lo ricordiamo anche dell'Aspromonte. Ecco che Orlando si aggira nudo, barbuto, senza senno per metà del poema. Ricordo lo stupore ed anche lo sconcerto che il bravissimo docente di Italiano al liceo ci comunicava alla lettura degli episodi della follia. Perché renderlo pazzo ed Ariosto che voleva dire? Proprio lo sconcerto del mio amato professore mi obbligò quasi ad occuparmi della faccenda. Il paradosso era evidente. Ariosto che aveva seguito per il suo po

I legami tra San Francesco di Paola e Cristoforo Colombo: il comune obiettivo della Crociata contro i Turchi

Riceviamo e pubblichiamo di Giuseppe Pisano Sono passate anche le celebrazioni del Cinquecentesimo anno dalla morte di San Francesco di Paola e bisogna registrare un vero e proprio vuoto relativamente agli studi sui possibili collegamenti tra il Santo di Paola (1416-1507) e Cristoforo Colombo (1451-1506). I vari convegni storici internazionali che si sono succeduti, compreso l'ultimo tenutosi nel settembre 2007, hanno affrontato gli argomenti più disparati riguardo alla figura e all'opera di San Francesco di Paola senza però trattare tale tematica. Eppure alla luce degli ultimi studi sul “navigatore dei due mondi” e sulla scoperta dell'America, effettuati in particolare dal colombista Ruggero Marino, emergono alcuni elementi da non sottovalutare che, se approfonditi, potrebbero rivelarsi utili per una ricostruzione più completa e veritiera sulla figura del Santo calabrese e sulla storia del continente americano. Marino nei suoi libri, pubblicati a partire dal 1991(

Colombo e la Calabria. Un incontro con la comunità italiana a Brooklyn

Fonte Il Quotidiano della Calabria del 22.11.2011, pag. 51 L a scoperta dell’America, la figura di Colombo e le sue relazioni con papa Innocenzo VIII Cybo, i due marinai calabresi, Angelo Manetti e Anton Calabres, che si dice fossero imbarcati con l’Ammiraglio, e il ruolo di San Francesco di Paola. È la rilettura della vicenda colombiana, diversa da quella conosciuta sinora. Già la scorsa estate, in occasione della presentazione calabrese del volume del giornalista colombista Ruggero Marino ( L’uomo che superò i confini del mondo , Sperling & Kupfer 2010), si era tenuta una conferenza di approfondimento durante la quale l’autore, che ricerca la verità storica su Colombo da oltre 20 anni, aveva ribadito quelli che sono i suoi convincimenti: «Non un marinaio sprovveduto come lo ha dipinto la storiografia ufficiale per 500 anni, ma scienziato, esperto, cosmografo; non uno qualunque, ma di rango alto, verosimilmente figlio o nipote di papa Cybo, Innocenzo VIII, vero deus ex machin

Cosenza e le Arti. Una collezione di dipinti dell'800 della Provincia di Cosenza dal 1861 al 1931

L'esposizione, dal titolo "Cosenza e le Arti. La collezione di dipinti dell'800 della Provincia di Cosenza (1861-1931)" propone per la prima volta al pubblico i dipinti realizzati nell'Ottocento e nei primi decenni del Novecento dagli artisti che ricevettero il sussidio economico dell'Amministrazione Provinciale di Cosenza per conseguire gli studi nelle Accademie di Belle Arti di Napoli, Roma e Firenze. La mostra presenta la consistente collezione di dipinti dell'800 di proprietà della Provincia alla quale si aggiungono i saloni affrescati (visitabili) del palazzo del Governo, avvalendosi anche dei prestiti di Enti quali la Biblioteca Civica, Banca Carime, l'Ordine degli Avvocati e la Camera di Commercio. Essa intende riscoprire e ricostruire -attraverso gli studi confluiti nel catalogo- un'intensa e prolifica produzione artistica fiorita all'indomani dell'Unità d'Italia nella provincia di Cosenza, riconnettendola direttamente ai p

Giovan Lorenzo Anania, cosmografo e teologo calabrese del XVI secolo

Anania e i segreti di Cristoforo Colombo Il cosmografo e teologo di Taverna nel 1573 diede alle stampe l'opera " La  Universal Fabrica del Mondo".  Molti p articolari  inedit i contenuti nel quarto tomo a proposito del  viaggi atore  genovese di Roberto Messina   (Fonte Gazzetta del Sud del 19.01.2012) Da anni lo storico soveratese Giuseppe Pisano si occupa delle tante connessioni tra Calabria, scoperta dell’America e Cristoforo Colombo. Tesi oggi in parte condivise e sostenute anche dal colombista di fama mondiale Ruggero Marino (v. “ L'uomo che superò i confini del mondo” , Sperling & Kupfer). Dopo avere pubblicato alcuni saggi sui due marinai calabresi che si trovavano sulle caravelle (Anton Calabrès e Angelo Manetti) e, di recente, uno (recensito dal nostro giornale) dal suggestivo titolo “San Francesco di Paola e Cristoforo Colombo: il sogno della crociata”, Pisano si ripresenta con un nuovo studio intitolato  “Le rivelazioni su Colombo e sul