Manganelli e la letteratura



di Carmelina Sicari - Direttrice di Calabria Sconosciuta
Che cos'è la letteratura? All'antica domanda di Jean Paul Sartre risponde Giorgio Manganelli in un celebre saggio  La letteratura come menzogna. Ora esso è ripreso come sigla globale interpretativa da Anna Longoni in un saggio sull'intera opera del grande scrittore Manganelli e la non necessità della letteratura edito da Carocci. Diciamo in premessa  che lo stesso tema è stato ripreso da Calasso l'editore dell'Adelphi. L'occasione è il premio Formenton che gli è stato assegnato dopo nientemeno che Borges. Calasso non è solo un editore, è anche un filosofo ed un critico. La letteratura ha funzione di discontinuità emozionale. Per Manganelli essa è mascheramento, copertura, un modo per sfuggire alla caccia del lettore e nello stesso tempo per attirarlo. La Longoni vede nella concezione della  letteratura l'elemento della ricerca stilistica di Manganelli, la sua ammirazione per Nabokov, il grande scrittore russo e nello stesso tempo la sua concezione di avanguardia letteraria. La continua metamorfosi del reale è il suo divenire ed ingloba in sé i mutamenti. La letteratura, suggerisce Calasso, interpreta i mutamenti per schegge. Per Manganelli, invece, la lingua è il suo pastiche che riesce a darci la dimensione dei mutamenti. Gocce di stile è il titolo di un suo celebre libro. Aveva fatto parte del gruppo 63 insieme ad altri scrittori ma soprattutto aveva inteso l'avanguardia come costruzione della parola non solo magica con un suo potere intrinseco ma come elemento di conoscenza. L'arte suprema per gli orientali consiste appunto in questo nella decifrazione del mutamento come dire nel disvelamento delle forme perennemente trascoloranti nel loro mutare e essere altro. L'inerte pieno viene compensato dal vuoto e crea il perenne movimento. Ma più che agli orientali, Manganelli guarda al mondo dei libri, all'umorista inglese O Henry che egli considera un maestro. L'ironia è l'arte suprema del gioco, copertura e disvelamento. Il lessico attraverso i sinonimi riesce a organizzare una multiformità di specchi che coprono e rivelano le metamorfosi. Ogni libro è poi parallelo ad un altro. Così Pinocchio, eroe per eccellenza della menzogna, è un soggetto  di echi letterari e mitici. È l'eroe manganelliano. Centuria, suggerisce la Longoni,  più svela la concezione letteraria maganelliana con la sfilata di tipi con una propria effimera esistenza ed il fascino di ciò che appare e svanisce per poi riapparire. Visione barocca della letteratura, si dirà, ma barocco è lo stesso stile manganelliano, spettacolo  prodigioso di forme.