In morte di Fidel Castro


di Franco Pedatella

L’ultimo Ettorre della patria bella,
di quella bella patria ch’era il mondo,
estremo difensor del socialismo,

orfani ci lascia dell’autore
del gran disegno che un mondo vuole
d’uomini fatto liberi ed uguali.

Il nome mantenéa di Comandante,
ma della causa umil combattente
era e servitore della gente,

cui tutto avéa donato, vita e scienza.
Donato avéa la patria socialista
ad umili operai e contadini,

a medici, studiosi e dirigenti,
cacciando via superbi sfruttatori
d’ogni risorsa e delle braccia umane.

Qual Davide novél con picciol fionda
si oppose e resistette al soffocante
abbraccio di Golia terrificante,

che nelle forme nuove dell’embargo,
con armi in pugno, a passo guerreggiante,
con la brutale forza del denaro

che gli animi corrompe e i corpi compra,
invaderne volea le idee e i campi,
del socialismo cancellar le tracce.

Raúl, un fiore metti sulla tomba
e di’ ch’è il fior dei popoli del mondo
che di lottare mai non sono stanchi

per l’uguaglianza, libertà e la pace,
onde Fidel simbolo era al mondo
che ha sete di giustizia e fratellanza!

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