A proposito della processione di Oppido Mamertina

Il problema è molto più serio di quanto non appaia, non è un'eccezione.
In Calabria ci sono culti religiosi che ancora risentono d'un retroterra in cui il sacro si confonde con il pagano.
Non dico tutti, ma un buon numero sono considerati espressione non d'una autentica professione di fede cristiana, allineata all'istituzione cattolica, ma una formula folkloristica di sapore locale, quasi per una vagheggiata evasione che ha il lontano colore del sentimento religioso. Nessuna meraviglia quindi che ad Oppido ci sia stato l'inchino d'un simulacro sacro al boss locale. Ci sono molti altri esempi degli anni trascorsi in cui le processioni sono state sponsorizzate dalla malavita organizzata con il beneplacito degli esponenti religiosi che confondono gli interessi personali dei mafiosi con il fervore religioso e la loro presunta conversione. Le espressioni della fede sono strumento per questi individui per accattivarsi il consenso popolare e rendersi accetti alle popolazioni. Per questo la 'ndrangheta s'è diffusa a macchia d'olio. È un inganno che spiace perché viene catturata la buona fede della gente. Ci vorrebbero corsi missionari, come si usavano un tempo,  per riportare il modo di agire degli abitanti ad una serietà di professione di fede non contaminata da usi ed abusi estranei. Le missioni dovrebbero essere restituite a questo territorio. Il tempo del divertimento,del pettegolezzo e della libertà di comportamento non va confuso con la preghiera e la funzione religiosa,secondo il detto evangelico: Date a Cesare … con quel che segue. È in atto una certa confusione che il Papa fa bene a combattere.





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