Querelle sulla chiesetta del S.S. Rosario di Cleto. Gli amministratori locali: "deve appartenere alla Comunità"


CLETO – “L'Amministrazione al fine di dissipare ed allontanare ogni ipotesi di dubbio, non può non evidenziare con decisa fermezza che la Chiesetta del S.S. Rosario sia un bene di grande valore storico culturale, che rappresenta una parte importante della storia cletese, evocandone anche l'identità, e come tale deve appartenere alla comunità”. È la chiara posizione del comune che interviene sulla vicenda della chiesetta venduta nel 2015 dalla diocesi di Cosenza ad un imprenditore olandese per 10 mila euro.
Per ragioni di spazio sintetizziamo la storia che vede da una parte l’attuale proprietario della chiesa pericolante, dichiarata dalla Soprintendenza di interesse culturale, che vorrebbe restaurare e farci un centro d’arte internazionale; dall’altra l’Amministrazione che ne rivendica la proprietà e anche perché, prima che fosse venduta, il comune aveva ottenuto un finanziamento di 300 mila euro parte dei quali per metterla in sicurezza. Seguì l’esproprio che il Tar Calabria ad ottobre scorso annullò per difetto di notifiche. Da quel momento la situazione è rimasta ferma. Poi giorni fa, l’incontro tra le parti per addivenire ad un accordo. Gli amministratori, il sindaco Longo ed il vice Filice hanno auspicato un bonario componimento della vicenda “volto alla restituzione della chiesetta ai cittadini di Cleto ed alla fruizione pubblica, per evitare – fanno sapere - di dare ulteriore impulso alle intraprese azioni”. Inoltre, agli imprenditori olandesi è stata manifestata collaborazione per eventuali investimenti nel paese.
RASSEGNA STAMPA

Per saperne di più sulla vicenda, qui di seguito il link ai post precedenti
http://brunopino.blogspot.it/search?q=chiesa+ss.+rosario+cleto

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