"In punta d'ago" di Caterina Pontrandolfo, edito da ilfilorosso. Presentazione a Cosenza il 17 febbraio

Presentazione del volume
In punta d’ago di Caterina Pontrandolfo
Venerdì 17 febbraio ore 18:00
Libreria Mondadori, Piazza 11 Settembre, Cosenza

Venerdì 17 febbraio, alle 18:00, presso la libreria Mondadori di Cosenza, verrà presentato il volume “In punta d’ago” (ilfilorosso editore, 2016) di Caterina Pontrandolfo, vincitore del Premio “F. Graziano” 2016 (Sezione – Raccolta poetica inedita).

A dialogare con l’autrice ci saranno Luigina Guarasci, direttore de ilfilorosso, Pino Sassano, insegnante e attivo promotore culturale.
Nel corso della serata l’autrice reciterà i suoi versi e canterà testi della tradizione popolare lucana. 


Alcune note sull’opera In punta d’ago
“Caterina Pontrandolfo ha l’aria di una donna antica. La sua lontananza dalla peste dell’attualità la rende una creatura preziosa. Caterina non appartiene alla pletora degli artisti per gioco o per noia. Nella sua vita tutto è pacatamente necessario. La sua è una serietà lucana, ma sgravata da posture vittimistiche. Il suo canto ha una radice intimamente comunitaria. Bisogna benedire l’esistenza di persone come Caterina: sono vette limpide nella sempre più ristretta geografia della bontà e della bellezza”. Franco Arminio, Paesologo

“Una poesia forte quella della Pontrandolfo, dove la scrittura rivela le varie raschiature di un’anima che non ha paura di raccontarsi nelle pieghe del proprio dolore e di raccontare la propria vulnerabilità, ma come segno di una forza conquistata. Non le rimane così che gridare al positivo e per istinto quella realtà che le dà vita e conoscenza: “Voglio cantare ciò che conosco/ il pane sulla tavola/ la pentola sul fornello/ pronta per la pancetta/ affumicata le foglie verdi/ del basilico il vino rosso/ l’amico lattaio che mi dà il buon giorno/ il giorno in cui ho scattato/ questa foto con mio padre e mia madre/ e sentire che è ancora possibile/ lottare è ancora possibile che sia lei/ a sbollentare i pomodorini”. Dalla prefazione di Annalisa Saccà, insegnante di letteratura italiana, presso la St. John's University di New York


“Caterina Pontrandolfo è prevalentemente, o preferenzialmente, cantante, attrice, etnomusicologa. Chi l’ha ascoltata cantare, resta incantato dalla sua voce di cristallo: cade in quell’incantesimo (incantesimi e scongiuri sono tutte le prime manifestazioni poetiche) in cui la poesia sospende la vita. Cantando, Caterina cristallizza la passione, porta a incandescenza il corpo e ne trae l’essenza depurata della sua voce. In questo momento del suo percorso espressivo, si è trovata di fronte allo stesso problema, quello di organizzare e disporre in una forma la sua vicenda umana, il suo conflitto col mondo, la sua tensione all’assoluto. Il lavorio di cristallizzazione e riduzione all’essenza, di sedimentazione delle scorie, di astrazione e formalizzazione del gesto, che finora aveva operato sul proprio corpo, l’ha dovuto inscrivere in una lingua proferita. L’operazione è riuscita quando quello stesso corpo è riuscito a trovare quella stessa forma”. Dalla postfazione di Livio Borriello, scrittore


Biografia dell’autrice

Caterina Pontrandolfo è attrice teatrale, performer, drammaturga, regista, cantante, ricercatrice lucana. Artista poliedrica, ha lavorato con alcuni tra i più importanti registi e attori italiani (Giancarlo Sepe, Luciano Melchionna, Carlo Cerciello, Isa Danieli, Luciano Nattino, Paolo Nani, Maria Maglietta, Marco Baliani, Adriana Innocenti, Massimo De Vita, per citarne alcuni) partecipando a festival prestigiosi come il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Napoli Teatro Festival, e calcando palchi prestigiosi come il Teatro di San Carlo di Napoli e il Colosseum Theatre di Londra. Ha vinto importanti premi e segnalazioni come attrice teatrale (Segnalazione Premio Montegrotto per il Teatro 1991; Premio Eti Stregagatto 1997). 
Ha ideato, progettato e realizzato spettacoli di teatro che coniugano comunità, antropologia e memoria, con particolare interesse alla storia delle donne (L’attesa, storie di donne procidane; Fimmine Fimmine, canti memorie e storie delle donne dell’Arneo. Ha messo in scena diversi lavori tratti da sue drammaturgie originali: Madri, Maria Nera, spettacolo che ha vinto il Premio di Produzione Teatri del Sacro 2009; Ricami - Storia di Giuditta Cavaliere che ha ricevuto nel 2016 la Menzione Speciale Premio Castello di Prata Sannita L’ Iguana. 
Musicista, appassionata ricercatrice e interprete dei repertori di tradizione orale lucani e del Mediterraneo conduce un’intensa attività concertistica e di diffusione del canto orale. Ha collaborato con i musicisti Carlo Faiello, Riccardo Prencipe, Graziano Accinni, Ambrogio Sparagna, Carmine Ioanna, Valerio Pontrandolfo.

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