Archeologia. Il comune di Serra d'Aiello (Cs) affida ad una azienda agricola la manutenzione del parco archeologico di Temesa, chiuso oramai da un anno dopo la revoca della gestione al gruppo Alybas


SERRA D'AIELLO Cs – La manutenzione del parco archeologico di Temesa di Cozzo Piano Grande è stata affidata dal comune ad una azienda agricola. La delibera 'immediatamente eseguibile' è della fine di settembre, ma è stata pubblicata all'albo pretorio online solo il 16 dicembre scorso.
L'atto di Giunta Comunale, che è presieduta dal sindaco Giovanna Caruso, stabilisce in buona sostanza che come contropartita del comodato gratuito di alcuni terreni all'azienda agricola, questa provveda alla pulitura di quelli che ricadono nel perimetro del parco archeologico, con il taglio dell'erba almeno un paio di volte all'anno. La durata del contratto scadrà il 30 ottobre 2018.
A parte la singolare distanza tra la data di adozione della delibera e la sua pubblicazione, c'è una questione di merito di cui sembra non aver tenuto in debito conto l'amministrazione comunale di Serra d'Aiello. E cioè che anche per una semplice operazione come il taglio dell'erba in un parco archeologico c'è bisogno di una autorizzazione da parte della Soprintendenza competente. Infatti, nell'area in questione ci sono i resti di un abitato di epoca brettia, con la Casa del Bronzetto (IV sec. a.C.), dove fu ritrovata la statuetta di Herakles conservata nell'Antiquarium locale.
Oltre a queste particolari scelte manutentive, va evidenziato che ancora non si conoscono le intenzioni del governo locale sulla gestione futura di parco e museo, che continuano ad essere chiusi e non fruibili. Come si ricorderà, quasi un anno fa, erano i principi di gennaio, il comune di Serra revocò la gestione dell'Antiquarium e del parco archeologico di Cozzo Piano Grande al gruppo Alybas che per anni se ne era occupato. Lo stesso gruppo con la passione per l'archeologia, che dai primi anni duemila ha partecipato a tante campagne, mappature, ricognizioni, in collaborazione con la Soprintendenza archeologica calabrese, con università e diversi studiosi, e materialmente scavato tante tombe, portando alla luce tesori nascosti nel sottosuolo di Serra d'Aiello e del comprensorio.
Le ragioni di quella revoca sono ancora poco comprensibili. Il comune, essendo in dissesto finanziario, e non potendo sostenere alcun onere per la gestione, decise di ricorrere ad una manifestazione di interesse, che ancora non è stata predisposta, per individuare e conferire l'incarico a operatori economici idonei. C'è da dire però, che la gestione – così come sostiene il gruppo Alybas - non ha mai gravato sulle casse del comune. Anzi sono stati i soci del gruppo Alybas, conoscendo le condizioni finanziarie del comune, a sostenere spese per la pulizia del parco, senza mai pretendere alcun rimborso, e né tanto meno il contributo annuo di 2.500 euro stabilito in convenzione.
RASSEGNA STAMPA

Vedi anche
- La delibera con la quale si affida la manutenzione del parco
- protocollo d'intesa parco archeologico
- protocollo d'intesa museo
- L'argomento trattato nel blog



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