Salute. Endometriosi ed alimentazione, consigli utili del biologo nutrizionista


di Saverio Bruni - Biologo Nutrizionista
L’endometriosi è una patologia cronica e complessa spesso dolorosa caratterizzata dalla crescita anomala dell’endometrio (normalmente posizionato all’interno dell’utero) in altri organi come ovaie, intestino, tube, peritoneo. Questa localizzazione atipica dell’endometrio causa infiammazioni croniche, sanguinamenti interni, infertilità ed aderenze.
L’endometriosi è una patologia molto diffusa, in Italia le donne con diagnosi conclamata di endometriosi sono almeno 3 milioni.
Per chi soffre di endometriosi è consigliato seguire una dieta specifica. La terapia dietetica non deve intendersi come sostitutiva della terapia farmacologica ma come supporto/integrazione.
La dieta deve essere personalizzata in base al quadro fisiopatologico di ogni paziente che deve essere poi seguito nel tempo da uno specialista. Per questo motivo le indicazioni presenti in questo articolo sono puramente generali e vanno contestualizzate in base a ciascun individuo sotto la supervisione di un medico, nutrizionista o specialista.
La dieta deve essere caratterizzata da un basso consumo di carni, cioccolato, caffeina, latte e derivati. Da limitare/evitare tutti quegli alimenti che contengono fitoestrogeni come la soia perché la malattia è ormonodipendente. Inoltre il consumo di carni latte e derivati può contribuire alla stimolazione/produzione di prostaglandine (PGE2, e PGF2A) molecole responsabili di alcuni processi infiammatori. Inoltre se industriali possono contenere inquinanti ambientali.
Contestualmente bisogna ridurre il consumo di alimenti ricchi di grassi saturi come burro e margarina, bevande ad alto contenuto di zucchero e carboidrati raffinati. Bisogna porre particolare attenzione ai grassi idrogenati o trans, presenti in molte marche di grissini, fette biscottate, biscotti, merendine, torte, nonché pop corn, patatine ecc.
Seguire uno stile di vita equilibrato caratterizzato da una corretta attività fisica ed una dieta specifica e’ un importante punto di forza per ridurre i sintomi e tenere sotto controllo la patologia.
Tra gli alimenti consigliati troviamo le fibre. Le fibre oltre ad aiutare la digestione ed il corretto funzionamento dell’intestino determinano una riduzione della concentrazione di estrogeni circolanti nel sangue (biodisponibili) poiché ne aumentano l’escrezione determinando una minore influenza sugli organi ormono dipendenti, inoltre riducono lo stress ossidativo che pare sia una concausa della malattia.
Importante è anche promuovere l’assunzione di Omega 3. Un aumentato consumo degli acidi grassi omega 3 promuove la produzione di prostaglandine PGE1 che riduce il livello di infiammazione addominale causato dall’endometriosi riducendo i dolori. Gli omega 3 sono presenti nel pesce azzurro, nella frutta a guscio (noci) nell’olio di oliva o di semi di lino ecc. Per quanto riguarda il consumo del pesce, anche se molto ricco di omega 3, bisognerebbe fare attenzione ad una eventuale contaminazione da diossine o altri inquinanti ambientali (soprattutto i pesci di grande taglia).
Inoltre una ricerca del Prof. Pietro Signorile del 2010 ha posto l’attenzione sul bisfenolo A (componente della plastica) che sembrerebbe essere un fattore scatenante della patologia.
La ricerca ha evidenziato come gli xenoestrogeni, sostanze chimiche che mimano l’azione degli estrogeni endogeni della donna potrebbero  agire come estrogeni endogeni sulle cellule bersaglio femminili, come mammella, utero, endometrio, ovaie, intestino.
Inoltre gli xenoestrogeni potrebbero trovarsi anche nelle carni di maiale, pollo e manzo utilizzati per promuovere la ritenzione idrica nell’animale e quindi il conseguente aumento di peso
Oltre al bisfenolo A (che potrebbe essere rilasciato dai contenitori di plastica, nei cibi inscatolati ecc.) altri xenoestogeni sono:
  • DDT, Nonylphenolo presente negli insetticidi, in alcuni detersivi industriali ecc.
  • Atrazina: diserbante
  • Benzophenone-3, homosalate 4-metile-benzylidene, octyl-methoxycinnamate e octyl-dimetile-PABA che possono trovarsi nei protettori solari, cosmetici facciali e rossetti.
In conclusione esiste una sempre più crescente necessità di stabilire il rapporto tra dieta e rischio di endometriosi al fine di modificare e/o prevenire la storia naturale della malattia.
In maniera schematica la dieta ideale da assumere quotidianamente sia per la donna affetta da endometriosi che per la donna che vuole ridurre il rischio di ammalare di endometriosi dovrebbe essere così costituita:
  • Incremento assunzione Omega3
  • Incremento assunzione frutta, verdura e fibre
  • Ridotta assunzione di carni processate e carni rosse
  • Ridotta assunzione di caffeina alcool, zuccheri e carboidrati raffinati
  • Ridotta assunzione di latte e latticini
  • Praticare una corretta e costante attività fisica

Dott. Saverio Bruni
Biologo Nutrizionista
3339269858
Vice Presidente - Associazione Biologi Nutrizionisti Calabresi
Specialista in Patologia Clinica
Master in Aspetti Applicativi di Alimentazione e Nutrizione Clinica
Master in Medicina Integrata e Bioterapie

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