Cultura. L'#Icsaic sospende le attività. Gli interventi di Pantaleone Sergi, Vittorio Cappelli e Giuseppe Masi​. Arriva anche la risposta di Oliverio: “La Regione farà di tutto perché l’Icsaic possa continuare a svolgere le sue attività”


CULTURA: ISTITUTO STORICO ANTIFASCISMO SOSPENDE ATTIVITA’ (1)
RENDE (CS), 6 SET 2016 - Dopo 33 anni, l'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea (Icsaic), che ha sede all’Università della Calabria, ha sospeso la propria attività. Lo ha comunicato “con rammarico” il presidente Pantaleone Sergi.
“Nel totale disinteresse delle istituzioni, la situazione economica – ha spiegato Sergi – è diventata insostenibile. A malincuore, con il direttore dell’istituto professor Giuseppe Masi, abbiamo dovuto prendere la decisione di sospendere ogni attività”.
Sergi ha ricordato i diversi tentativi fatti in questi mesi per scongiurare la chiusura dell’istituto storico. “A maggio scorso – ha detto – abbiamo rivolto un appello al presidente della Regione Mario Oliverio e al presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, spiegando che l’istituto era a rischio chiusura. Abbiamo chiesto un incontro. E’ stato vano. Da Oliverio, a distanza di mesi, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Silenzio totale e inspiegabile. Irto, almeno, s’è fatto sentire a luglio tramite la sua segreteria per avere maggiori informazioni ma non c’è stato alcun seguito. Eppure parliamo di poche migliaia di euro all’anno. E il nostro, per quanto mi risulti, era l’unico istituto culturale della Calabria aperto a studenti e ricercatori tutto l’anno da lunedì a venerdì. Il problema, adesso, è che un patrimonio archivistico che documenta la storia della Calabria del Novecento, rischia ora di andare disperso. Un’assemblea dei soci, che terremo a breve deciderà che fare. E poi come annunciato consegnerò simbolicamente al presidente Oliverio le chiavi dell’istituto”.

CULTURA: ISTITUTO STORICO ANTIFASCISMO SOSPENDE ATTIVITA’ (2)

RENDE (CS), 6 SET 2016 – “Se l’Icsaic dovesse chiudere definitivamente, sarebbe un grave danno per la cultura calabrese. Come cittadini e come studiosi dobbiamo impegnarci per fare in modo che l’istituto sia messo in condizione di operare così come ha fatto per tre decenni al servizio della comunità scientifica”. Lo ha detto il prof. Vittorio Cappelli, docente di Storia contemporanea all’Università della Calabria, dopo la decisione delle sospensioni delle attività dell’Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea (Icsaic), annunciata dal presidente Pantaleone Sergi, il quale ha lamentato il disinteresse della Regione informata della situazione. “L’Università della Calabria in questi anni, grazie anche all’impegno del collega Davide Infante, ha dato una grossa mano per assicurare l’operatività dell'Icsaic che si manifesta con un'intensa opera di ricerca, riflessione e divulgazione sulla storia contemporanea della Calabria e sui nuovi temi della didattica della storia”.

CULTURA: ISTITUTO STORICO ANTIFASCISMO SOSPENDE ATTIVITA’ (3)
RENDE (CS), 6 SET 2016 – Operante nell'intera regione, l'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea (Icsaic), fa parte della federazione di Istituti storico-culturali, presenti in tutte le regioni italiane e federati all'INSMLI (Istituto Nazionale per la storia del Movimento di Liberazione in Italia). 
L'attiva adesione alla rete permette all'Istituto Calabrese – riconosciuto dalla Regione Calabria con legge regionale non più finanziata da diversi anni - di essere inserito in un organismo di ricerca di livello nazionale ed europeo, ricevendone interessanti sollecitazioni e non mancando di far conoscere i numerosi aspetti positivi che la Calabria ha offerto - ed ancora oggi offre - attraverso la riscoperta di una storia interessante e attraverso gli attuali circuiti culturali.
“L'attività – come spiega il direttore Giuseppe Masi – si svolge lungo quattro direttrici: la ricerca storica, la conservazione del materiale documentario; la divulgazione dell'attività; la didattica della storia”.
Da alcuni anni l’Icsaic ha sede nella Biblioteca Tarantelli dell’Università della Calabria alla quale ha versato il proprio patrimonio librario costituto da migliaia di volumi e riviste. L’istituto è frequentato da ricercatori e studenti interessati a consultare l'archivio cartaceo, video, fonico, con preziose testimonianze originali della storia contemporanea calabrese. Tra essi si segnalano i seguenti fondi: Federazione Provinciale del PCI di Cosenza (1943-1980); Federazione Regionale del PSI (1970-1992); Paolo Cinanni; Florindo De Luca, Nicola Lombardi, Francesco Malgeri, Emanuele Terrana, eminenti personalità politiche calabresi; Nina Rotstein, internata a Ferramonti, e, ancora, le carte di Fausto Gullo e di Francesco e Saverio Spezzano.
La "Collana di studi e ricerche"; la "Collana di testimonianze: La memoria e la storia"; i Quaderni dell'ICSAIC; la collana "Prime edizioni"; e la "Rivista Calabrese di Storia del '900" hanno costituito, infine, gli strumenti, in dotazione all'Istituto, per la sua opera di documentazione e di diffusione.


AGGIORNAMENTO DELLE 17.00
REGIONE CALABRIA - UFFICIO STAMPA DELLA GIUNTA
06.09.2016
Oliverio: “La Regione farà di tutto perché l’Icsaic possa continuare a svolgere le sue attività”

“La Regione Calabria farà tutto il necessario affinché l'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea (Icsaic) possa continuare le sue attività e restare un prezioso punto di riferimento per studenti e ricercatori all'interno dell'Unical”. 
E’ quanto afferma, in una nota, il Presidente della Regione Mario Oliverio.

“Gli uffici di Presidenza –prosegue Oliverio- sono già al lavoro per verificare come e nel più breve tempo possibile l'ente Regione possa mettere l'Istituto nelle condizioni di proseguire nella propria funzione di baluardo culturale e democratico, di luogo che accoglie e moltiplica i saperi e di indispensabile spazio di formazione per studenti e ricercatori”. 

“Siamo ben consapevoli –conclude il Presidente della Giunta regionale- della preziosa attività portata avanti dall’istituto nei suoi oltre tre decenni di vita e dell’inestimabile patrimonio di libri e documenti che esso possiede. Faremo fino in fondo la nostra parte”. f.d.


AGGIORNAMENTO 21.30
ICSAIC, SERVE SUBITO INTERVENTO DELLA REGIONE
Graziano: Esiste una Questione Cultura che il Governo Oliverio è chiamato a risolvere
COSENZA – Martedì, 6 Settembre 2016 – Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea (Icsaic), la Regione Calabria deve garantire il massimo supporto logistico ed economico per la sopravvivenza di uno degli enti culturali più importanti del Meridione. Colgo con ottimismo l’impegno espresso dal Presidente Oliverio, anche se con estremo ritardo, affinché l’Icsaic possa continuare ad operare. In seno al Consiglio regionale mi farò carico di interpretare le istanze dettagliatamente espresse dal presidente, Prof. Pantaleone Sergi, per scongiurare l’ipotizzata chiusura dell’Istituto. 

È quanto dichiara il Segretario questore del Consiglio regionale della Calabria, On. Giuseppe Graziano.

L’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea (Icsaic) – dichiara il Consigliere regionale – al pari di altri centri di studio come l’Iraceb, per quanto riguarda la storia bizantina, rimangono, e devono continuare ad esserlo, dei baluardi dell’identità e della memoria calabrese e meridionale. Purtroppo, riguardo alle politiche culturali registriamo ritardi notevoli, sicuramente non solo addebitabili all’attuale Governo regionale ma ad una serie di circostanze sfavorevoli e al sempre maggiore taglio di fondi e finanziamenti che nell’ultimo decennio ha fatto sì che le priorità di questo importante settore, vitale per una regione come la Calabria, venissero poste in secondo piano.

Da Segretario questore – conclude Graziano – assumo l’impegno affinché anche il Consiglio regionale indichi la strada per intercettare, nell’immediato, i fondi necessari al mantenimento dell’Icsaic. Fermo restando che in Calabria esiste una questione legata principalmente alla carenza di risorse per la Cultura, che deve essere affrontata e risolta.