Libri. Ascoltando il mare

Ascoltando il mare, è l'ultimo libro di Gae Sicari Ruffo, collaboratrice del Blog.
Di seguito la descrizione dell'opera. Ed una recensione di Carmelina Sicari.

Il mare è una straordinaria piattaforma della vita, dentro cui spiccare il salto, intravedere il fondo e scoprire il senso della sua storia, risalendo dai miti omerici fino alle tante vicende che contrassegnarono l'arrivo di nuovi conquistatori, di regni e di etnie [...]. Purtroppo nella più recente quotidianità il mare è divenuto sinonimo di migrazione, a cui sono connessi dolore, disagio e spesso tragedia [...]. Subentrano considerazioni di altro genere e il soliloquio lirico spesso muta in requisitoria che indaga, protesta e condanna [...]. La poesia allora svela tutta la malinconia di cui è pervasa per il tradimento dei principi su cui si fonda la società costituita, l'impossibilità di una pace vera e duratura, l'ambiguità delle circostanze che ci condizionano, la straziante preghiera di chi vuol vivere, ma vede già avvicinarsi la barca dell'estremo limite di Caronte.

Gae(tanina) Sicari Ruffo vive a Reggio Calabria. Già docente di Italiano, Latino e Storia, attualmente svolge attività giornalistica, collaborando con diverse riviste, promuovendo il Nuovo Umanesimo, movimento culturale calabrese. Si occupa di critica letteraria, storica e d’arte. Ha pubblicato i saggi Attualità della Filosofia di D.A. Cardone, in Utopia e Rivoluzione in Calabria (Pellegrini, 1992); La morte di Dio nella cultura del Novecento, in Il Santo e la Santità (Gangemi, 1993); La Congiura di Tommaso Campanella, in Quaderni di Nuovo Umanesimo (1995); Il Novecento nel segno della crisi, in Silarus (1996); Le donne e la memoria (Città del Sole Edizioni, 2006, Premio Omaggio alla Cultura di Villa San Giovanni); Il voto alle donne (Mond&Editori, 2009, Premio Internazionale Selezione Anguillara Sabazia). Suoi anche i testi narrativi Là dove l’ombra muore (racconti Premio Internazionale Nuove Lettere, 2010); Sotto le stelle (lulu.com, 2011); La fabbrica dei sogni (Biroccio, 2013). Questa è la sua prima raccolta di poesie.


La poesia e il mare
di Carmelina Sicari
(Aggiornamento 13 agosto 2015)

E così l'approdo alla poesia segna come il ritorno all'alveo primitivo, alle origini, alle acque primordiali ed alle acque, acque immense del mare fa subito riferimento il titolo della raccolta di poesie di Gae Ruffo edito ora da Pungitopo Ascoltando il mare.
È la prima raccolta ma nasce come un frutto maturo. Per questo motivo mi richiama subito alla mente l'espressione di un grandissimo poeta, Rilke. Signore, dà a ciascuno di noi, la morte come un frutto. Parafrasando possiamo dire: Dacci, Signore a ciascuno, la poesia come frutto. Ed a Gae è stata data in dono la poesia per decifrare l'esistenza e la storia, la piccola storia individuale e quella generale. Ed intanto c'è il termine ascoltare che in latino suona audire ed auditor è per eccellenza il discepolo. Ascoltare significa proiettare all'interno l'insegnamento che ti viene dall'esterno. Il mare docet, insegna. Il poeta è come l'auditor, il discepolo, ascolta reverente. Ma che insegna il mare? Il mare è simbolo, porta con sé l'idea dell'eternità. Conrad, il grande scrittore inglese, al mare ha dedicato la sua arte e la sua più profonda riflessione. Il mare è uno dei simboli iunghiani superiori. Per intenderci non quelli derivati dall'es, dall'inconscio, dai sotterranei freudiani. Ma è anche espressione del'io, dell'individualità. In esso c'è il cimento, il senso del rischio, dell'avventura. Non è un caso che ne Il tifone uno dei più bei racconti di Conrad, il capitano di una nave si caccia volutamente nel tifone per provare la sua virtù, se cioè abbia superato la paura e se se il rischio, concretamente rappresenti un termine della sua azione, l'orizzonte necessario del suo viaggio. Sicché appaiono nella poesia la casa dell'infanzia, il cielo stellato, esperienze individuali che assurgono a metafore globali della vita e della storia. Si tratta di vere e proprie intermittenze, quelle scoperte da Proust che interrompeva il continuum della vita e della storia come le epifanie degli oggetti, dei ricordi, laceranti emozioni. La poesia sotto questo profilo è coscienza di questi intervalli, dei frammenti che sono legati al cuore. Ed ecco la casa dell'infanzia e la protezione in essa contenuta, il mito del nido e la città ideale che è la proiezione dei sogni di ciò che si è amato. C'è però nel testo un elemento che lega la metafora poetica al vasto tema simbolico del mare. Le stelle che sono così spesso citate da costituire un'invariante. Poesia di mare e di stelle necessaria alla vita.

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