Dimenticati di Stato. I Caduti sepolti nei cimiteri militari italiani d'onore in Germania, Austria e Polonia. Il libro di Zamboni nell'edizione aggiornata a marzo 2014

In tutte le guerre ci sono genitori che perdono figli e figli che perdono padri, ma la cosa che più tormenta è quella di non sapere che fine abbia fatto un figlio o un padre.
«Disperso». Al suono di questa parola il pensiero va subito ai Caduti in Russia, a quei poveri giovani inghiottiti dal ghiaccio e dalla neve durante la tragica ritirata.
Ma nel secondo conflitto mondiale ci furono altri dispersi, su altri fronti. Dalla guerra nei deserti del Nord Africa, alla Jugoslavia, all'Albania, fino alla Grecia. Dispersi in battaglia.
Nel dopoguerra si aggiunsero a questo lungo stuolo di Caduti senza tomba anche i dispersi in prigionia: internati militari e deportati civili dei quali si era persa ogni traccia.
Migliaia di questi sventurati però non erano affatto dei dispersi.
Il Ministero della Difesa si era infatti premurato di ricercarli e di riunirli in cimiteri militari d'onore. Migliaia d'italiani caduti per cause di guerra (prevalentemente in prigionia) furono sepolti nei sacrari militari gestiti dal Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti. Purtroppo, molti, moltissimi dei famigliari di questi sventurati non vennero mai a sapere del lavoro svolto da «Onorcaduti», rimanendo in attesa di notizie che non sarebbero mai arrivate.
Dal 2000 porto avanti un progetto ambizioso: rintracciare le famiglie di tutti questi Caduti per informarle che i loro cari non sono mai stati dei dispersi.
Lo scopo del libro «Dimenticati di Stato» è quello di far conoscere (riportandolo su carta) la tragedia che colpì un mio parente e molti suoi compagni di sventura, deportati, vessati e uccisi nei campi di concentramento nazisti e, a causa di un comportamento assurdo da parte dello Stato italiano, finiti in una sorta di oblio burocratico.
Non deve spaventare il numero delle pagine di questo scritto. In 508 facciate ho voluto inserire, oltre al racconto di quanto accaduto al mio congiunto, le storie di altri 205 Caduti, corredate da più di 420 fotografie e 76 documenti inediti. Ho voluto inoltre raccontare quanto fatto per modificare la legge che vietava i rimpatri e quanto ho dovuto faticare per avere gli elenchi dei caduti sepolti in Austria, Germania e Polonia.
Nella parte finale del testo ho tra l'altro accluso una serie di informazioni sui cimiteri militari italiani (localizzazione, orari di apertura, planimetrie, fotografie, ecc.) ed una sorta di vademecum su dove cercare documentazione sui Caduti (sulla vita militare, sulla prigionia, sulla sepoltura, ecc.) e su come fare per rimpatriare le Spoglie di uno o più caduti.
Questo volume è un sunto di quanto fatto in vent'anni di ricerche ed un ulteriore impegno nel far conoscere (anche a coloro che non hanno grande dimestichezza con la Rete) una storia che rischiava di finire nel dimenticatoio assieme ai nomi e ai volti di oltre 16.000 italiani. La ricerca dei parenti di questi poveri sventurati (tuttora in corso), è volontaria ed autofinanziata dal 2000. Gli introiti della vendita del libro potranno contribuire a mantenere viva la stessa ricerca ed il sito «Dimenticati di Stato», visto che la «missione» che ho deciso di portare a conclusione ha dei costi di tempo e denaro (di denaro e denaro potrei dire, visto che il tempo si dice sia denaro), ultimamente difficilmente sostenibili vista la terribile crisi che ha colpito tutti indistintamente.

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