L'Ajello feudale, tra storia, architettura e arte

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Un ritorno al passato, all’Ajello feudale, in particolare al periodo in cui lo Stato era governato dalla famiglia Cybo-Malaspina. Nell’incontro organizzato dai club Rotary di Amantea e Rende, tenutosi nel teatro comunale della cittadina, si è parlato di diversi aspetti della microstoria locale, ma anche dell’urbanistica, dell’architettura dei vari palazzi, e dell’arte scultorea espressa dalla scuola di scalpellini attiva nel ‘600 per opera di Pietro Barbalonga.
Interessanti le relazioni programmate, che sono seguite agli interventi di saluto del sindaco Iacucci, dei presidenti dei club di Rende, Casimiro Giannuzzi, e di Amantea, Antonio Raffaele Dileo.
Antonello Savaglio ha fatto un excursus, esaminando le varie vicissitudini del feudo, nel periodo che va dai Siscar ai Cybo; mentre Sergio Chiatto ha proposto un viaggio ideale nella cittadina del 1753, tra i quartieri nobiliari, e quelli popolari. Un itinerario, suggestivo, ricostruito grazie ai dati estrapolati dalle rivele del catasto onciario aiellese, una sorta di dichiarazione dei redditi dell’epoca.
Alla parte storica è seguita una disquisizione di Francesco Mazzotta sul palazzo Cybo-Malaspina, della prima metà del XVII secolo, tra i più interessanti di Ajello, per bellezza ed eleganza, testimonianza del rinascimento calabrese. Mazzotta ne ha ricostruito la storia, e ha fatto confronti con gli stili, simili, dei palazzi cibei di Massa, e di Carrara. Infine, Maria Spadafora ha parlato dell’arte del Barbalonga, scultore e scalpellino messinese, in attività ad Aiello dalla fine del ‘500 al 1626, anno della morte, autore, insieme a Cioli e Matini, della magnifica cappella Cybo, che si trova nell’atrio dell’ex Convento degli Osservanti.
Il rendez-vouz, molto partecipato, si è concluso con l’intervento diFrancesco Verre, assistente del Governatore, e con la consegna da parte del Rotary di targhe ricordo ai relatori.

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