Il Museo della Magna Grecia ha riaperto i battenti

Finalmente il 3 agosto è stato riaperto al pubblico il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con una mostra di dipinti sequestrati dalla Guardia di Finanza  ad un imprenditore senza scrupoli che ne aveva fatto incetta: tele di grande bellezza e di alto significato istruttivo di grandi autori: Ligabue (nella foto), Migneco, Annigoni, Dalì, Sironi, Picasso, Brindisi, Cascella, Onofrio, Bava e tanti altri. Una dimostrazione di come sia possibile un'integrazione tra Stato ed Enti locali, tra Diritto pubblico e il Ministero dei beni Culturali e come si possa restituire alla pubblica utilizzazione quanto è stato impropriamente sottratto a suo tempo. 
Si tratta di circa un centinaio di opere di validissimi autori, esposte con le loro locandine che fanno bella mostra di sé e rivelano preziosi imput artistici. L'esposizione è stata possibile grazie alla collaborazione tra l'Amministrazione provinciale, regionale e la Sovrintendenza dei dei beni e delle attività culturali  nella persona di Simonetta Bonomi. 
Duplice il significato di questa  riapertura: di carattere sociale, ed artistico, per avviare  un percorso d'arte atteso da tempo e da tutti sollecitato e rivelare la volontà di riprendere il progetto di valorizzazione del Museo che ospiterà da gennaio i Bronzi  che sono ancora al palazzo della Regione, e sarà completo degli altri reperti a maggio del 2014.
Presenti accanto al Ministro Bray, i sovrintendenti dei vari settori dei Beni Culturali provinciali, regionali, l'assessore alle Politiche culturali Eduardo Lamberti Castronovo, il Direttore per i Beni culturali e paesaggistici Francesco Prosperetti. 
Si potrà cominciare così a sperare nel rilancio d'una attività museale ed archeologica che sarà sicuramente un punto significativo di svolta per il prestigio della Calabria e della cultura nazionale tutta.

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