Niente condoni sulla trasparenza

Fonte: Agorà Digitale
Il Governo sta per mettere i bastoni tra le ruote di chi lotta contro corruzione e sprechi di denaro pubblico mettendo in discussione uno degli strumenti più importanti: la trasparenza totale di ogni spesa pubblica. Solo se riusciremo a riempire il web e i media con le proteste di chi non vuole che l'Italia faccia passi indietro sulla trasparenza, si convinceranno che tutto cio' avrebbe un effetto boomerang e si dovranno fermare.
Il provvedimento, secondo le intenzioni del governo, dovrebbe servirebbe a modernizzare il nostro Paese, ma le bozze che circolano ufficiosamente mostrano che avrebbe paradossalmente l’effetto opposto! Abrogherebbe la rivoluzionaria norma che obbliga a pubblicare in modo più accessibile possibile, in formato “open data”, tutte le informazioni sulla spesa pubblica, rimandando di almeno un altro insostenibile anno la pubblicazione comprensibile e in un unico luogo di tutti i dati su come vengono gestiti i soldi delle nostre tasse. L’ennesimo regalo per tutti gli amministratori “furbi” che non hanno ancora adempiuto all’obbligo, tra cui rientrano, incredibilmente, proprio tanti Ministeri! Ma per fortuna non è ancora detta l’ultima parola: il testo finale sarà approvato solo nelle prossime settimane, dopo aver raccolto anche il parere del Parlamento e un’importante mobilitazione può convincere il governo a fermarsi o a correggere il testo.
Non c’e’ tempo da perdere, l’Italia messa in ginocchio per lo spreco di denaro pubblico e per fenomeni diffusi di corruzione, non si può permettere un condono sulla trasparenza e quindi su corruzione e sprechi. Firma subito e condividi con tutti:

Il governo sta introducendo in tutta fretta questo nuovo provvedimento senza averlo discusso né con i cittadini, né con la società civile, ma neppure con le amministrazioni. Contiene degli obblighi molto più vaghi delle norme precedenti sulla modalità di pubblicazione dei dati e questo diventerà un alibi per molte amministrazioni. Alcune parti del vecchio obbligo sono incluse, ma vengono indebolite e sparse in numerose sezioni dei siti web delle amministrazioni, complesse e poco comprensibili, e diminuiscono le garanzie per i cittadini di trovare on-line le spese delle amministrazioni. Questa non è trasparenza!
E’ ancora più incredibile che il governo ha annunciato di avervi incluso una norma sul modello del "Freedom of Information Act" (FOIA), che in america consente ai cittadini di accedere a qualsiasi documento: ma quello che si ritrova nella bozza del governo italiano è ben diverso e sembra uno scherzo: il diritto ad accedere ai documenti … che già dovrebbero essere pubblici! Monti è in campagna elettorale e non può permettersi passi falsi. Facciamogli capire che gli italiani non vogliamo condoni sulla trasparenza e che non crederanno a finte rivoluzioni.
Firma subito la petizione al Governo e al Ministro Patroni Griffi e poi condividi con tutti per sommergere il governo e le forze politiche di messaggi!
La comunità di Agorà Digitale ha appena mobilitato migliaia di persone creando su www.eradellatrasparenza.it il primo report collaborativo sulla trasparenza delle amministrazioni: gli effetti sono stati immediati, con molte amministrazioni che ci hanno contattato e forze politiche che hanno usato il nostro report per fare pressione sulla loro amministrazione. Ma questo incredibile lavoro sarà vanificato se il decreto del governo passerà. Dobbiamo impedirlo.
Forza!
Ernesto, Marco, Alberto, Martina, Matteo, Marco, Luca, Roldano, Jacopo e tutto il team di Agorà Digitale

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