L'arabo nel dialetto calabrese. Toponimi e parole di uso comune

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Blog Lucera
Riproponiamo un articolo - rivisto - già pubblicato su Il Quotidiano della Calabria del 16 marzo 2004 che tratta di una ricerca sui toponimi arabi nel circondario di Amantea. 
A seguire, lo studio  di Giuseppe Staccioli.

Amantea - Nel IX secolo le armate arabe venute dalla Tunisia iniziarono la conquista della Sicilia e allo stesso tempo attaccarono in maniera più decisa il Tema di Calabria per saggiare la resistenza della “Grande Terra” (l’Italia). Amantea fu conquistata nell’839, un decennio dopo lo sbarco di Mazara (827), e per la sua importanza strategica, Cincimo vi creò un Emirato durato fino all’886, quando ci fu la liberazione da parte di Niceforo Foca che iniziò un’opera di bonifica e di grecizzazione di quanto ricordava il periodo arabo.
Durante la seconda dominazione del 985, dato che il territorio servì solo da scalo fortificato e non vi fu ripristinato l’Emirato, l’obiettivo dell’arabizzazione divenne secondario. L’avvento dei Normanni e il processo di latinizzazione delle strutture ecclesiastiche e della organizzazione civile portarono ad una ulteriore perdita delle caratteristiche arabe nel territorio. Nonostante la lenta e inesorabile diminuzione delle antiche vestigia è possibile però trovare indizi e imbattersi in resti che rimandano al passato arabo della Città e dei dintorni (come il ritrovamento recente della stele tombale con testi in arabo).
Uno studio di qualche anno fa sui termini arabi nel territorio di Amantea e del Circondario - condotto da Giuseppe Staccioli (nella foto), studioso toscano, già ricercatore del Cnr di Firenze, che si è sempre occupato di chimica, e appassionato linguista - ha preso in esame i toponimi arabi ancora conservati nel dialetto locale. 
La raccolta dei toponimi e degli altri nomi di origine araba è stata eseguita, oltre che sul campo, pure sulle carte IGM 1:25000, sulle carte  regionali 1:10000, quelle comunali di Amantea e degli altri comuni facenti parte dell’Emirato o prossimi a questo quali Aiello Calabro, Serra di Aiello, Cleto, Lago, S. Pietro Amantea, Belmonte e Longobardi, ma sono stati presi in considerazione anche comuni della fascia costiera da S. Eufemia al fiume Lao e quelli delle valli del Savuto e del Neto dove passava la cosiddetta “Strada del pianto”, il cammino percorso dagli schiavi catturati sulla costa tirrenica per andare da Amantea alla costa ionica. Sono state inoltre consultate opere storiche e descrizioni geografiche su Amantea ad opera di Musì (1987), Savaglio (2002), Fera (2000), Turchi (2002) e la Pubblicazione “Sorgenti Italiane” del Ministero dei Lavori Pubblici (1932).
Nel lungo elenco dei luoghi compaiono toponimi come: sciolle, catuso, ciarrelli, cibbia, faugara, zaccanelli, sciamali, lalimena (al-iman, la fede); al-manty’a (la sporgente); Tariffi (t’arifa, quasi certamente il posto della dogana tra l’Emirato e il territorio dei Longobardi), Cafarone (hafar, cavità) e moltissimi altri.
Per quanto riguarda Aiello, in particolare, troviamo: sciamali (samal, settentrionale); Cibelli (gabal, monte); Salandino (salah ad-din, Saladino, salvezza della fede); fargani (fargani, cognome tunisino); Alzinetta (al-zayn, la bellezza); Borgile (burg, torre).
L’esame dei toponimi di origine araba hanno rivelato una concentrazione più alta di tali nomi e toponimi rispetto ad altre zone della Calabria.
“La Città di Amantea tuttavia, diversamente dai centri arabo siculi – scrive Staccioli nelle conclusioni -, non ha conservato alcun toponimo di sorgenti o fontane, sicuramente presenti all’interno o nelle vicinanze delle mura. Anche gli altri toponimi geomorfologici appaiono meno frequenti all’interno della Civita o nelle sue immediate vicinanze, mentre sono più numerosi in zone particolari come la valle del Savuto e i confini dell’Emirato”.
L’esame dei cognomi dei comuni localizzati tra la catena costiera e la costa tirrenica mostra, al contrario, che il numero dei nomi arabi o collegabili ad una società musulmana aumenta appena si oltrepassa l’immaginario confine del vecchio Emirato nelle direzioni Nord e Sud. “Questo andamento - ipotizza Staccioli – è dovuto ad un rigetto della popolazione di Amantea per gli Arabi che si arresero, e che questi siano stati invece accolti nei territori dei vari feudi a Nord e Sud di Amantea”.
Dalla comparazione dei risultati delle varie ricerche specifiche si ricavano conferme ai dati storici, come alcune novità. La penuria di toponimi ad Amantea è in accordo con quanto riportato sulle azioni di Niceforo Foca dopo la conquista di Amantea nel 886 volte a eliminare i simboli della comunità musulmana e anche il loro ricordo. Una cura minore invece è stata esercitata per le zone rurali permettendo la conservazione più agevole dei toponimi. La presenza di toponimi nelle zone periferiche dimostra anche che nell’Emirato non vi era solo vita cittadina legata al commercio, ma anche vita agricola e pastorale, come del resto avveniva nella vicina Sicilia. La presenza di cognomi arabi e toponimi legati all’agricoltura nei Comuni della fascia costiera dimostra che gli Arabi, ivi rifugiati, si erano inseriti nella vita agricola e pastorale e si era creata una reciproca comprensione tra la loro lingua e quella di quelli che li ospitavano. 

1 commento:

  1. Potenza del web... pubblico un post sul mio blog sulle parole arabe conservate nel dialetto calabrese e ritrovo, a distanza di circa 9 anni, lo studioso toscano che, come novello Rolfhs aveva condotto lo studio nei primi anni duemila. Piacevole sorpresa risentirlo al telefono (nel frattempo ha continuato gli studi e pubblicato di recente un volume sull'ultima città araba in Puglia), e piacevole sorpresa sapere che in qualche maniera i blog che curo hanno una buona audience.
    A proposito del volume del dott. Staccioli e di Mario Cassar - L’ultima città musulmana: Lucera. Prefazione di Giovanni Cherubini. Sintesi in arabo di Sedhom Youssef Hanna - segnalo qui di seguito alcuni link.
    SCHEDA LIBRO - http://www.caratterimobili.it/caratterimobili/?p=2668;
    PRESENTAZIONE DEL LIBRO A LUCERA - http://lucera.altervista.org/presentazione-libro-su-lucera-musulmana-con-prof-da-malta-e-firenze/
    ARTICOLO SU GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=514605&IDCategoria=11

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