In ricordo di Tito Valenzise, redattore e cofondatore di "Calabria Sconosciuta"

Giovedì scorso, 17 novembre, è venuto a mancare il Prof. Tito Valenzise, redattore e cofondatore di "Calabria Sconosciuta". "Tito per noi - scrive in una nota la Redazione di CS - è stato un punto di riferimento importante da quando il direttore Giuseppe Polimeni è scomparso. Perdiamo non solo un amico, ma un profondo conoscitore e  studioso delle dinamiche territoriali della nostra terra".
Qui di seguito, una tre le tante testimonianze di affetto arrivate alla Redazione di Calabria Sconosciuta, che vi riproponiamo.

Fonte LucidaMente (di Rino Tripodi)
Fortunato Valenzise è morto. Il male che lo aveva tormentato per tanto tempo e su cui l’uomo – miracolosamente – aveva avuto ogni volta, per anni e anni, partita vinta, alla fine ha stroncato il vecchio signore che non aveva mai cessato, pur tra tanti disagi e afflizioni, di lavorare, produrre, sognare…
Fortunato. Per tutti Tito. Anche perché, per il suo vezzo di lagnarsi sempre un po’, diceva che era stato «fortunato solo di nome, caro amico». In realtà, Tito è stato un uomo fortunato anche di fatto, amato e apprezzato da tutti, a cominciare dalla famiglia, dalla moglie, dai figli, per continuare con gli amici e i collaboratori, con gli abitanti del quartiere Loreto, fino all’ambiente intellettuale della sua adorata anche se tormentata Reggio Calabria. Sensibile e raffinato artista, autore di molteplici opere, illustratore, artefice – con Giuseppe Polimeni – di una delle realtà editoriali più valide e longeve del panorama calabrese, la «Rivista trimestrale di cultura e turismo» Calabria Sconosciuta (1978), su cui si sono formati decine e decine di studiosi e intellettuali e che ha consentito spesso di recuperare memoria e dignità culturale a una delle realtà più neglette della penisola.

Ti accoglieva nella sua “stanza operativa” in via Sbarre centrali, colma di carta: suoi disegni, bozze di opere da realizzare, numeri della rivista, libri da recensire – ma come faceva a leggerli e commentarli tutti? –, ritagli di stampa, lettere… Ti scrutava coi suoi occhietti neri e profondi. Aveva sempre un sorriso e una parola positiva per tutti. Colpiva la sua volontà di continuare a lavorare per la cultura, l’ansia di far uscire la rivista, la richiesta di nuovi articoli.
Uomo di altri tempi, cattolico, conservatore e prudente, restio agli estremismi, sprezzante nei confronti del volgare modello sociale oggi imperante, entro il quale non si riconosceva più. Un signore, una persona pulita, dall’aspetto e dai modi sempre signorili. Un’educazione innata difficile da trovare ai giorni nostri. Un rispetto per gli altri, per la città, per le cose, per la natura, senza tante ideologie: un atteggiamento che farebbe solo bene alla nostra realtà umana, sociale, culturale, ambientale così degradata.
Caro Tito, ti auguriamo che nel cielo ove ora ti sei trasferito tu possa trovare altre persone perbene come te.
L’immagine: una foto inedita di Valenzise (di proprietà dell’autore dell’articolo) e due suoi raffinati disegni su carta autografi riproducenti I Bronzi di Riace (1998), prezioso dono personale dell’artista.
Rino Tripodi
(LucidaMente, 19 novembre 2011)

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